Avrebbero assaltato almeno un bancomat anche a Trani: in manette ad Andria quattro persone, specializzate nell'uso delle «marmotte»

A distanza di quasi un anno e mezzo dal colpo più eclatante messo a segno a Trani, potrebbero essere stati assicurati alla giustizia i responsabili di una serie di assalti ai bancomat della provincia Bat . I carabinieri, nel darne notizia, hanno associato un video nel quale compaiono immagini del colpo perpetrato l'11 giugno 2016 al bancomat del Banco di Napoli, in piazza Albanese.


Per la verità, non vi è la certezza assoluta che i responsabili di quel crimine siano gli stessi arrestati dai militari, ma il materiale loro sequestrato appare perfettamente compatibile con il colpo messo a segno quella notte, che svegliò di soprassalto un intero quartiere.


Di seguito il comunicato del Comando provinciale dei carabinieri.


***


I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, supportati da un velivolo dell’6° Elinucleo di Bari, alle prime luci dell’alba, hanno dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare (2 delle quali in carcere e le restanti in regime domiciliare), emesse dal GIP del Tribunale di Trani (BT), su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di detenzione e occultamento di armi e congegni esplosivi utilizzati per compiere assalti armati agli sportelli bancari automatizzati (bancomat), in concorso tra loro. Il provvedimento custodiale ha avuto esecuzione nella provincia di Andria – Barletta - Trani, in particolare ad Andria e Minervino Murge.


Le misure cautelari scaturiscono da un’indagine avviata nel maggio 2017 dalla Compagnia di Andria, a seguito della preoccupante escalation dell’incidenza dei furti aggravati ai danni degli ATM degli istituti di credito, ubicati nel territorio di competenza ed in quelli limitrofi, mediante la deflagrazione di congegni esplosivi, di fattura artigianale, realizzati in serie, denominati nel lessico criminale marmotte.


L’inchiesta, sostenuta da attività tecniche e dinamiche, ha messo in luce l’esistenza di un gruppo criminale strutturato e specializzato nel fornire alle squadre di malavitosi che, di volta in volta, perpetravano i predetti delitti, una piattaforma logistica protetta all’interno delle caverne dell’alta Murgia, ove aveva cura di occultare numerose armi e i suddetti dispositivi deflagranti.


L’attività investigativa ha tra l’altro individuato, in un noto pregiudicato del luogo, DI BISCEGLIE Vincenzo, detto “Marcddin”, il capo della compagine e si è giovata degli esiti delle analisi di laboratorio, svolte ad hoc dalla Sezione Investigazioni Scientifiche, del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, le quali hanno confermato la compatibilità dei congegni rinvenuti durante lo sviluppo dell’inchiesta, con quelli utilizzati in numerosi assalti agli ATM.


Nel corso dell’indagine sono state sequestrate 4 marmotte, contenenti ciascuna quasi mezzo chilo di polvere pirica innescata con miccia, alcune radio ricetrasmittenti e diverso materiale utilizzato per il travisamento.


Sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi, volti a stabilire se il gruppo delinquenziale abbia confezionato o occultato i manufatti esplosivi utilizzati nei più recenti assalti armati ai bancomat.

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