Sottopassaggio di via De Robertis, Trani a capo: «Deve essere veicolare»

«Ci è giunta voce di un imminente incontro tra il Sindaco e alcuni rappresentanti del comitato di quartiere Stadio per discutere del progetto del sottopasso pedonale di via Verdi. Un progetto diverso rispetto a quello già parzialmente finanziato e, soprattutto, condiviso con chi vive e lavora nel quartiere, ossia la realizzazione di un sottopasso veicolare in corrispondenza del passaggio a livello di via De Robertis. Come già abbiamo detto oltre un anno fa siamo totalmente contrari a un progetto diverso rispetto a quello del sottopasso veicolare, l’unico in grado di evitare il completo isolamento del quartiere Stadio, che già ora non gode di servizi pubblici (scuole in primis) e di una particolare integrazione con il resto della città». Lo afferma il leader del movimento Trani a capo, Antonio Procacci, che chiede la convocazione urgente di un consiglio comunale su questa tematica.

«Che Bottaro consideri il consiglio comunale un luogo utile solo a ratificare i provvedimenti predisposti dalla sua amministrazione è fatto risaputo», aggiunge il capogruppo di Trani a capo, Aldo Procacci, «ma anche su questa vicenda pretendiamo che ci sia un passaggio in consiglio, perché parliamo di un’opera strategica per la città e vitale per il quartiere Stadio e non accettiamo che la decisione venga presa senza un preventivo confronto con l’intero consiglio comunale, soprattutto considerando che i cittadini del quartiere si sono già espressi in favore del sottopasso veicolare».

«Ci piacerebbe capire chi ha interesse a bloccare il progetto del sottopasso di via De Robertis, che comunque non escluderebbe la realizzazione contestuale di un sottopasso pedonale e di un secondo sottopasso pedonale, altrettanto strategico, che colleghi la stazione a via del Ponte Romano - prosegue Antonio Procacci -. Quella della non fattibilità tecnica è una storia vecchia, superata. Il sottopasso veicolare, ad una sola corsia, è una soluzione tecnicamente fattibile, anche alla luce delle intese raggiunte con la Soprintendenza, che ha accorciato il vincolo sul muro di cinta di Villa Bini. Una sola corsia, in entrata o in uscita, non isolerebbe del tutto il quartiere e consentirebbe anche la realizzazione di una corsia pedonale, praticabile anche da persone con disabilità. E resterebbe all’altezza del passaggio a livello, facendo mantenere al quartiere l’unico vero vantaggio, ossia di essere a ridosso del centro della città. Anche le motivazioni economiche non reggono, soprattutto in considerazione del fatto che il Comune non ha mai fatto chiudere il progetto quindi nessuno sa effettivamente di che cifre siamo parlando».

«L’unico dato certo - continua Antonio Procacci - è che il Comune di Trani ha contratto un mutuo da un milione e mezzo, che i cittadini stanno pagando, per i lavori di spostamento dei sottoservizi, propedeutici alla realizzazione del sottopasso carrabile all’altezza di via De Robertis. A proposito, che fine hanno fatto quei soldi e, soprattutto, nessuno si è chiesto cosa ne penserebbe la Corte dei Conti se i soldi di quel mutuo fossero utilizzati per altro?»

«Anni fa il passaggio a livello fu chiuso per lavori e i commercianti, seppur per pochi giorni, subiranno gravi conseguenze - conclude Aldo Procacci -. Il fatto che possano volerci 2-3 milioni in più per realizzare il sottopasso veicolare (ma vorremmo sapere chi lo ha stabilito e su che basi) non è una motivazione valida per cambiare il senso di quell’opera e optare per una soluzione che potrebbe incidere pesantemente e negativamente sulla vita del quartiere, non soltanto su chi ci vive, ma anche su chi ci lavora, come i commercianti della zona, un presidio di servizi, ma anche di sicurezza che va salvaguardato».

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