«Cittadella della musica concentrazionaria, dal sogno alla realizzazione»: oggi incontro a Trani

Il compositore polacco Leonard Krasnodebski scrisse a Sachsenhausen che «la musica è uno spontaneo gesto umano che vale per sempre» e, dopo 70 anni, una grande letteratura artistica e musicale del Novecento avrà il suo Museo, il suo Teatro, la sua Biblioteca e la sua città, Barletta, prossima a diventare sede della Cittadella della musica concentrazionaria.
Il progetto di questo nuovo e straordinario polo culturale sarà presentato venerdì 22 marzo alle ore 20.30, presso l'Auditorium San Luigi di Trani, dove si terrà l'incontro organizzato dal Rotary Club Trani.

Ad illustrarlo saranno il pianista Francesco Lotoro, presidente Fondazione istituto di letteratura musicale concentrazionaria; l'arch.Nicolangelo Dibitonto, progettista della Cittadella, il dott. Manlio Cassandro, Manager Cassandro – progettazione e finanziamenti Barletta e Financial & Executive director del progetto Cittadella.

L'incontro sarà introdotto da Cosimo Damiano Lasala, Presidente Rotary Club di Trani e moderato da Salvatore Nardò, membro della Fondazione istituto di letteratura musicale concentrazionaria: «C’è il sogno di un singolo uomo che è già Storia e ora quel sogno si è aperto alla condivisione con il resto del mondo ed è il sogno di Francesco Lotoro che ha passato gli ultimi 30 anni della sua vita in giro per il mondo raccogliendo la musica scritta da artisti internati, e spesso uccisi, nei lager militari e civili di tutto il mondo, dal 1933 al 1953». Una raccolta che ha portato alla creazione di un immenso archivio di incalcolabile valore storico, documentaristico, artistico, musicale e culturale per la cui custodia, salvaguardia, studio, approfondimento, catalogazione, utilizzo bibliotecario, musealizzazione, promozione ed esecuzione concertistico–teatrale è nato il progetto Cittadella che sarà presentato a Trani.

«In base a calcoli statistici elaborati dalla mia Fondazione - spiega Francesco Lotoro – i musicisti autori di materiale prodotto in cattività dal 1933 al 1953 (compositori, arrangiatori, bandleader, parodisti, autori di musica leggera e altri generi popolari, ecc.) ammontano a un numero che oscilla tra 120.000 e 150.000. È un dato impressionante, che rende l’idea non soltanto del lavoro da compiere ma altresì del poderoso lavoro storiografico, musicologico e documentaristico sino a oggi compiuto da Alexander Kulisiewicz, Schmerke Kaczerginski, Bret Werb, Guido Fackler, Eric Levy e pochi altri. Sinceramente, preoccupa il vuoto cosmico del sostegno finanziario alla ricerca musicale concentrazionaria ma stiamo recuperando il tempo perduto e la costruzione della Cittadella della musica concentrazionaria di Barletta colmerà magistralmente il gap storico; questa letteratura musicale cambierà profondamente il linguaggio dell’arte e ci obbligherà a riscrivere la Storia della Musica del Novecento». Una ricerca dagli esiti monumentali, dunque, che mostra come l’arte possa intersecarsi con la vita al punto da diventare un fattore indispensabile per la stessa sopravvivenza; l’intero materiale raccolto avrà una sede internazionale appropriata per la quale Lotoro ha scelto la sua Barletta ma non solo.

Numerose sono le donazioni di materiale autografo, museale, pittorico e organologico di inestimabile valore che familiari dei musicisti deportati nei Campi, autorevoli collezionisti e mecenati di tutto il mondo hanno affidato alla Cittadella di Barletta; da citare la donazione Pacifici (uno dei più grandi e completi archivi di musica ebraica), la donazione Thiriet (tutti gli autografi prodotti da Maurice Thiriet nello Stalag IX Ziegenhain), l’Archivio Boccosi e, più recentemente, la prestigiosa collezione Malini che sarà allocata presso la Sala principale del Thesaurus Memoriae, il Museo della Cittadella. Nei prossimi mesi, importanti partnership con Università italiane e francesi saranno firmate dalla Fondazione mentre presso l’Università degli Studi A. Moro di Bari aprirà la sede provvisoria della Bibliomediateca della Cittadella nell’ambito del progetto Community Library del medesimo Ateneo.

«Oltre ad essere un progetto ambizioso, la Cittadella è uno dei piani più avanzati di recupero di architettura industriale – spiega l’architetto Nicolangelo Dibitonto che ha disegnato il progetto – e sorgerà su un’area di circa 9 mila mq. suddivisa in cinque sezioni. In un certo senso, la Distilleria di Barletta continua a vivere nella Cittadella, perché quest’ultima ne conserva e rispetta non soltanto le strutture e il disegno storico ma anche, sul piano simbolico e ideale, la vocazione di recupero e lavorazione di materiale che, grazie a un processo di lavorazione e screening, torna a nuova vita: la musica scritta in prigionia e deportazione a noi lasciata da chi desiderava un mondo migliore».

La Cittadella ospiterà il Campus delle scienze musicali (amministrazione, aule di studio, Aula Magna, laboratori, archivi), il Polo nazionale della musica ebraica “Emanuele Pacifici” creato in collaborazione con l’Unione delle Comunità ebraiche italiane, la Bibliomediateca (sale di lettura, dipartimento di ricerca al piano superiore, Archivio storico dei musicisti barlettani, fonoteca, videoteca), il Thesaurus Memoriae ossia il Museo dell’Arte prodotta in prigionia e deportazione dal 1933 al 1953 (dipinti, tele, lavori in ferro e legno, strumenti e manoscritti musicali prodotti nei Lager, Sala “Berto Boccosi” dedicata ai musicisti prigionieri di
guerra, percorsi studenti al piano superiore),Teatro Nuovi Cantieri con 220 posti a sedere, Teatro Nuovi Cantieri Open per attività musicale e teatrale estiva, Libreria Internazionale del Novecento (spazi lettura e presentazione libri, offerta libraria multilingue, percorsi videografici sulla storia della Distilleria di Barletta), Struttura Ricettiva e Guestroom, Bistrot e Caffè letterario, miniparco e due viali che attraverseranno l’intera Cittadella.

Su idea della regista e produttrice Donatella Altieri, e in collaborazione con la Intergea Production, è inoltre partito da due anni il progetto 100 Viaggi volto a finanziare la ricerca delle ultime musiche da recuperare: «Non fermare la ricerca di nuova musica - dice Altieri - è diventato in questi ultimi anni il nostro obiettivo più importante. Il progetto 100 Viaggi nasce per finanziare i prossimi viaggi di ricerca in tutto il mondo, attraverso il coinvolgimento di istituzioni pubbliche e di benefattori privati, in una vera e propria corsa contro il tempo che non può più aspettare».

«Faremo l’impossibile perché la Cittadella sia completata in pochi anni – afferma dal canto suo Manlio Cassandro, Financial ed Executive director del progetto – è un obbligo nei riguardi della città, del territorio, degli oltre 5.000 compositori deportati dei quali Lotoro ha recuperato le musiche, e dei milioni di persone che hanno conosciuto persecuzione, prigionia, genocidio, Shoah».

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