“Alma, the loveliest girl in Vienna”: spettacolo per voce e pianoforte oggi a palazzo Beltrani

Martedì 19 settembre alle 21, a palazzo Beltrani, si terrà, nell’ambito delle anteprime de “I dialoghi di Trani” e in collaborazione con la sezione di Trani della Lega navale, “Alma, dialogo per voce e pianoforte”, spettacolo di Giulia Diomede per voce e pianoforte liberamente tratto da “La moglie dell’artista” di Max Phillips. Con Giulia Diomede. Musiche originali di Marco Podda, al pianoforte Elisabetta Diomede.


Programma – Alma Schindler Mahler (1879-1964)


Die Stille Stadt  - n. 1 da "Fünf lieder"


In meines Vaters Garten - n. 2 da "Fünf lieder"


Laue Sommernacht - n. 3 da "Fünf lieder"


Lobgesang - n. 4 da "Fünf Gesänge"


Gustav Mahler  (1860-1911)      


Ablösung in Sommer - da "Des Knaben Wunderhorn"


Ich bin der Welt abhanden gekommen - da "Rückert Lieder"


Soprano: Giulia Diomede


Pianista: Elisabetta Diomede


Elisabetta Diomede ha studiato presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari diplomandosi in pianoforte con il M° Cinzia Falco; in violino con il M° Carmine Scarpati; in musica vocale da camera con il M° Sara Allegretta. Da sempre interessata alla didattica si è specializzata conseguendo il diploma in Didattica della Musica presso il suddetto conservatorio parallelamente alla laurea in Scienze dell’Educazione presso l’Università “A. Moro” di Bari, entrambi con il massimo dei voti e la lode. E’ inoltre specializzata nelle attività di sostegno nella scuola secondaria di I grado. Ha perfezionato la pratica strumentale con Maestri del calibro di A. Delle Vigne, Bogino. Ha svolto sin da subito attività di musica da camera, in varie formazioni (duo pianoforte e violoncello; trio con clarinetto; ecc.) Ha frequentato il Master “Il maestro accompagnatore” presso il Conservatorio “Piccinni” perfezionandosi nell’accompagnamento di cantanti lirici. Nel dicembre 2013 ha partecipato come violinista della “Italian Philarmonic Orchestra” ad una tournée nella Repubblica Popolare Cinese.  Sensibile alla riscoperta e alla valorizzazione del repertorio liederistico di donne compositrici ha recentemente ideato “Con la voce di Clara”: uno spettacolo teatrale/musicale sulla figura di Clara Schumann Wieck.


Giulia Diomede nasce a Trani nel 1987. Attualmente studia canto lirico (corso accademico) presso il Conservatorio Tartini di Trieste con Cinzia de Mola. Si laurea in lettere classiche nel 2010 e si specializza in Scienze dello Spettacolo nel 2015 col massimo dei voti e lode presso l'Università degli Studi di Bari. Contemporaneamente studia recitazione presso l’Accademia d’Arte del Dramma Antico sotto la guida di Mauro Avogadro e Monica Conti e si diploma come attrice nel 2012. Dal 2009 lavora nel Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Greco di Siracusa con: Daniele Salvo, Antonio Calenda, Alessandro Maggi, Claudio Longhi, Vincenzo Pirrotta, Roberta Torre, Mauro Avogadro, Paolo Magelli. Lavora insieme a Massimo Populizio, Anna Bonaiuto, Paola Gassman, Antonello Fassari, Laura Marinoni, Mariano Rigillo, Francesco Scianna, Ugo Pagliai. Nel 2013 viene selezionata per partecipare al Corso annuale di alta formazione per attori presso Emilia Romagna Teatro, diretto da Claudio Longhi. Debutta in Mirandolandia, Polisaccaridi e S.I.L.O.S al Festival Vie di ERT. Nel 2014 è impegnata nel gruppo di Lavoro Beni Comuni presso il teatro Comunale di Carpi. Dal 2014 è parte del gruppo BassaManovalanza in qualità di attrice, con cui lavora al progetto Tipì-stagione di teatro partecipato. Nel 2015 debutta a Siracusa come corifea e voce solista nella Medea di Seneca di Paolo Magelli, poi ripresa all'Anfiteatro Flavio di Roma e al teatro Fabbricone di Prato. Sempre nel 2015 debutta come mimo e solista nell'Orfeo ed Euridice di Giulio Ciabatti presso il Teatro Verdi di Trieste, dove lavorerà anche nella Bohème di Marco Gandini, nel Die Fledermaus di Daniel Benoin, nel Flauto Magico di Valentina Carrasco. Dal 2016 è presidente dell'associazione Opificio Muse. È chiamata come esperta in numerosi laboratori teatrali, collabora come attrice col Conservatorio Tartini di Trieste e lavora con diversi cori tra cui la Cappella Tergestina. Attualmente è impegnata nel Dionysus di Daniele Salvo, produzione Teatro Vascello e Tieffe- Teatro Ciro Menotti.


Alma - The loveliest girl in Vienna - Sinossi


Alma Schindler (Vienna 1879 – New York 1964) è passata alla storia per la quantità di uomini che ha amato. Uomini straordinari, s’intende. Una delle sue prime relazioni, quella con Gustav Klimt - pittore simbolista tra i massimi esponenti della Secessione viennese - fu interrotta quasi subito, e bruscamente, dalla madre di Alma. Il padre, Emil Schindler, pittore di paesaggi molto apprezzato dalla corte austriaca, morì precocemente, a cinquant’anni. Ma la sua ragazza sapeva già bene quello che voleva: semplicemente il massimo. Il massimo in tutto. Il suo primo marito, a soli 23 anni, fu il musicista Gustav Mahler, più anziano di lei di 19 anni, già malato di cuore. È interessante notare che da allora al nome di Alma fu naturalmente fatto seguire l’appellativo di “Moglie di...” dall’opinione comune di stampo maschilista e borghese. Un altro artista, che amò e fu amato da Alma per un paio di anni, fu il pittore Oskar Kokoschka, che dalla guerra uscirà congedato per instabilità mentale. Convinta che “chi ha bisogno d’aiuto non merita di riceverne”, lei lo cancellò dalla sua vita mentre lui continuò a scriverle almeno fino al 1950. Walter Gropius fu invece il secondo marito di Alma, che tradì con il poeta e scrittore praghese Franz Werfel, provocando il divorzio e sposando, dieci anni dopo, lo stesso Werfel. Ecco che Alma diventa Alma Schindler Mahler Gropius Werfel. Nella sua autobiografia, oltre agli eventi mondani e alle notizie sul mondo dell’arte, compaiono notizie di eventi sconcertanti, tragici, che Alma sembra commentare in modi perlopiù artificiosi, in pieno stile Viennese. Il primo riguarda la morte di tre figli, due femmine e un maschio. Il secondo è la rimozione del suo antisemitismo, documentato da diverse fonti e dal fatto che proprio lei, che apprezzava “l’arianesimo” di Gropius, si accompagnò con gli ebrei più influenti del momento come Mahler, Werfer e Zemlinsky - costui peraltro definito da lei uno “gnomo orrendo”. 

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