Ottantotto milioni di euro sotto sequestro, otto persone e due società indagate: è il bilancio dell’inchiesta sui bonus edilizi coordinata dalla Procura di Trani e condotta dalla Guardia di finanza. L’indagine ha portato al blocco di 13 milioni di euro di crediti fiscali ritenuti fittizi, ancora presenti nei cassetti fiscali, e alla richiesta di un sequestro conservativo per oltre 21 milioni di euro nei confronti di cinque soggetti, a titolo di danno erariale.
L’inchiesta è partita dall’analisi delle cessioni di crediti per ristrutturazioni sulla piattaforma dell’Agenzia delle entrate. Secondo gli investigatori, alcuni professionisti avrebbero utilizzato i dati di immobili già interessati da lavori e già beneficiari di bonus per generare più volte nuovi crediti, cedendoli immediatamente alle due società coinvolte, senza eseguire ulteriori interventi e all’insaputa dei proprietari.
I crediti sarebbero stati in parte utilizzati dalle società e in parte ceduti a imprese terze, che li avrebbero impiegati per compensare imposte realmente dovute. Un meccanismo che avrebbe provocato un danno alle casse pubbliche e alterato la concorrenza nel settore edilizio.
Fra il 2025 e il 2026 il gip di Trani ha emesso tre decreti di sequestro preventivo per ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato e impiego di proventi illeciti. La Guardia di finanza ha inoltre trasmesso gli esiti alla Procura regionale della Corte dei conti. Resta fermo che le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate con sentenza definitiva.
