«È un po' dura. Speriamo che le cose diventino un po' più veloci». Da questa mattina il passaggio a livello fra via De Robertis e via Sant'Annibale Maria di Francia è chiuso anche ai pedoni e, alla fermata della navetta davanti allo stadio comunale, cittadine e cittadini del quartiere Stadio cominciano a fare i conti con una quotidianità che, stando alle previsioni, li accompagnerà per almeno 15 mesi.
Il varco era già interdetto alle auto dal 16 giugno 2025, per consentire a Rfi la realizzazione del sottovia, un'opera da 9 milioni di euro la cui conclusione è prevista nel 2027. Lo stop ai pedoni, inizialmente fissato al 31 agosto, era slittato di un mese grazie all'accordo fra Comune e Rfi raggiunto in Prefettura. Oggi, però, il tempo della proroga è scaduto.
Poco dopo le 8, in attesa, ci sono tre persone. Per loro è la prima volta: la navetta di Amet circola ormai da un mese, in via sperimentale, ma finché si poteva attraversare a piedi nessuno di loro ne aveva avuto bisogno. Quel passaggio a livello lo percorrevano tutti i giorni, per andare al lavoro. I disagi? «Adesso ancora...», risponde una di loro, lasciando la frase in sospeso, come a dire che il conto vero arriverà più avanti.
La prospettiva, del resto, è quella di un'attesa lunga. «Sì, oddio, qualche informazione l'avevo - racconta una signora - però stamattina, parlando con le altre signore, me l'hanno confermato: sarà fermo due anni». Anche il previsto prolungamento del sottopassaggio della stazione fino a via Togliatti, che regalerebbe al quartiere un'ulteriore via d'uscita, viene accolto con un auspicio più che con una certezza: «Speriamo quanto prima».
Stamattina alla fermata erano soltanto in tre, ma il pulmino messo a disposizione ha una capienza di una ventina di posti e il timore, quando il quartiere intero dovrà farvi ricorso, è che non bastino. «Noi speriamo che le cose diventino un po' più veloci - osserva una delle tre - ma l'importante è non creare troppi disagi tutti insieme».
Nel frattempo arriva un altro cittadino, che la navetta l'ha già provata nei giorni scorsi. Andrà bene? «Ritengo di sì». Il passaggio a livello sbarrato l'ha visto, ma senza bisogno di avvicinarsi: «Si vede da lontano». E sulle prospettive del quartiere, nonostante tutto, si dice fiducioso.
Nessuno di coloro che abbiamo intervistato ha imprecato contro la politica, gli dei e le costellazioni. Nessuno si è pianto addosso. Il disagio lo avvertono e non lo nascondono, ma nelle loro risposte ed atteggiamenti ci sono compostezza, pacatezza e signorilità. Ancora una volta, l'odio è social, il garbo è realtà.
