Venticinque visioni per provare a dare forma a ciò che forma non ha. È questo il cuore di "Complexity twenty five. Visioni illustrate sulla complessità contemporanea", il nuovo libro illustrato dell'artista tranese Francesco Porcelli.
Il volume nasce dall'esperienza della mostra personale omonima presentata al Chalet della Villa Comunale di Trani dal 16 al 20 settembre, nell'ambito de I Dialoghi di Trani, a cura di Davide Uria. Un'edizione, la venticinquesima, che ha scelto proprio la parola Complessità come chiave per interrogare il presente.
Porcelli raccoglie in edizione illustrata le 25 tavole realizzate per l'occasione. Un percorso visivo che non vuole spiegare o semplificare, ma abitare la complessità, con il suo tratto ironico, colto e spiazzante.
Ad arricchire il volume, oltre alle illustrazioni, sono i contributi testuali che accompagnano e contestualizzano il progetto. Un apparato di testi a più voci che dialoga con le immagini e ne amplia la lettura.
A firmare i testi sono Rosanna Gaeta, Simone De Bartolo, Mastrangelo e Davide Uria, curatore della mostra. Quattro sguardi diversi che, insieme alle 25 tavole di Porcelli, costruiscono un racconto corale sulla complessità contemporanea, tra riflessione filosofica, lettura critica e memoria dell'esperienza espositiva ai Dialoghi.
"La complessità non è complicazione - racconta Porcelli - è la condizione stessa in cui siamo immersi, dove tutto è legato. Ho immaginato 25 modi diversi per starci dentro, senza ridurla."
In questo senso il libro non è solo il catalogo di una mostra conclusa, ma un'estensione del dialogo avviato ai Dialoghi di Trani. Se il festival ha portato a Trani filosofi, scienziati e scrittori per ragionare sulla complessità, Porcelli ne raccoglie l'eredità sul piano visivo e testuale, trasformando l'idea in segno e parola.
Un progetto che conferma il legame profondo tra l'artista e I Dialoghi, e che restituisce alla città una memoria illustrata e scritta di un'edizione particolarmente significativa, quella del quarto di secolo.




