Alla fermata del bus navetta, nel piazzale antistante lo stadio Lapi, è stato istituito un presidio della Polizia locale e ieri sera, a garantirlo, c'era un'agente decisamente intransigente: non si parcheggiava dove è vietato, neanche per pochi secondi, e neppure accendendo le quattro frecce, quelle con le quali, nella convinzione di tanti automobilisti, tutto diventa possibile.
Il contesto è noto. Dal 28 settembre il passaggio a livello è chiuso anche ai pedoni per consentire i lavori ferroviari e, per attenuare i disagi dei residenti, l'amministrazione comunale ha istituito una navetta gratuita, affidata all'Amet e finanziata con i proventi delle strisce blu, che collega il piazzale dello stadio a piazza XX Settembre. La sosta selvaggia proprio in quel piazzale era emersa come uno dei problemi dei primi giorni di servizio, ed ecco la risposta.
Morale della favola: un vigile nel quartiere Stadio finalmente si vede, ma perché ciò accadesse sono occorsi la chiusura del passaggio a livello e l'arrivo del bus navetta. Eppure, del vigile di quartiere in città si parla da sempre: una figura invocata a ogni occasione, promessa più volte e rimasta, fino a ieri, più un'intenzione che una presenza in strada. Ci voleva un cantiere ferroviario per trasformarla in realtà, almeno in un angolo del quartiere e almeno finché durerà l'emergenza.
Poco dopo l'arrivo del cronista è giunto il bus navetta: dalle porte è scesa una marea di gente, segno che, al rientro serale, il servizio è utilizzato eccome. Subito dopo, però, il mezzo è ripartito completamente vuoto, perché a quell'ora, in direzione del centro, nessuno ne aveva bisogno.
Resta confermato che da ogni fermata la frequenza delle corse è di trenta minuti, ma c'è un particolare che non tutti conoscono: il servizio osserva due pause di dieci minuti, una al mattino e l'altra alle 19, previste per legge a tutela del conducente. Una circostanza che, per chi ha tempi stretti, è bene conoscere in anticipo.
A volte, però, sono proprio i piccoli dettagli a fare la differenza. Alla fermata c'è soltanto un cartello, che non indica a cosa faccia riferimento: chi non è del quartiere, o semplicemente non ha seguito le cronache di queste settimane, non ha modo di capire che quella è la fermata del bus navetta. E, soprattutto, mancano gli orari delle corse.
Basterebbe una tabella, con il percorso, la frequenza e le pause, per evitare attese inutili e domande senza risposta. Costa poco, molto meno di un presidio della Polizia locale, e servirebbe a tutti. Anche a chi, d'ora in poi, dovrà fare a meno delle quattro frecce.
