«Abbiamo assistito a un vero e proprio arroccamento istituzionale con cui la maggioranza è fuggita dal dibattito e il presidente del Consiglio si è piegato alla convenienza politica, calpestando le norme e i diritti delle minoranze». È l'attacco dei consiglieri comunali di opposizione di Trani che, dopo la seduta di ieri dedicata alle interrogazioni e mai entrata nel vivo, hanno inviato un esposto al prefetto della Bat per denunciare quelle che definiscono «gravi e reiterate illegittimità» compiute dal presidente del Consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, e dalla maggioranza.
«La seduta - ricordano i consiglieri di minoranza - prevedeva la trattazione di argomenti importanti come le case popolari, il verde pubblico, i lavori di Ponte Lama, il commercio, il degrado della villa comunale e di piazza della Repubblica, la situazione dell'Asp Vittorio Emanuele II, il progetto per i lavori lungo un tratto della costa di levante». Atti ispettivi che l'opposizione giudica «fondamentali» e ai quali, sottolinea, in molti casi non era stata neppure fornita la risposta scritta entro i trenta giorni previsti dal Testo unico degli enti locali.
«Nonostante l'intera giunta e gli assessori fossero regolarmente presenti in aula e perfettamente in grado di rispondere - prosegue l'opposizione - la maggioranza ha presentato e votato una questione sospensiva, chiedendo di non discutere alcun punto e di rinviare in blocco la seduta». La motivazione addotta, vale a dire l'assenza del sindaco dimissionario, per la minoranza non sarebbe altro che «un pretesto», poiché «la giunta è nel pieno delle sue funzioni».
Non si tratterebbe, peraltro, del primo tentativo. Nei giorni scorsi, ricostruiscono i consiglieri, la maggioranza aveva provato ad annullare la seduta in conferenza dei capigruppo, ma l'operazione era naufragata per l'assenza dell'unanimità richiesta dai pareri del ministero dell'Interno. «La maggioranza e il presidente del Consiglio - attacca la minoranza - hanno così utilizzato un mero espediente per ottenere, a colpi di maggioranza, ciò che la legge e i regolamenti vietano».
Da qui la decisione di rivolgersi a palazzo del Governo. «Chiediamo al prefetto - spiegano i consiglieri di opposizione - un sollecito intervento ispettivo e di vigilanza per censurare queste condotte, ripristinare la legalità democratica all'interno dell'assise e garantire il rispetto delle prerogative ispettive dei consiglieri comunali».
