Secondo il professor Giuseppe De Simone (ex candidato al consiglio comunale in Fratelli d'Italia) le dimissioni del sindaco Marco Galiano, presentate dopo appena 67 giorni dal giuramento, «possono essere comprese fino in fondo soltanto se il primo cittadino chiarirà alla città le ragioni della crisi».
La riflessione parte dal contrasto tra l'elezione diretta del sindaco, che gli conferisce autonomia rispetto ai partiti della coalizione, e una crisi che invece si sta consumando soprattutto nelle segreterie politiche, lontano dal Consiglio comunale.
De Simone ritiene che, in presenza di contrasti tra il sindaco e i partiti della maggioranza, il primo cittadino abbia il dovere di rivolgersi direttamente agli elettori che gli hanno affidato il mandato, spiegando le ragioni del dissenso e tentando poi una ricomposizione in Consiglio comunale. Nel caso di Galiano, invece, la città sarebbe costretta ad assistere a uno scambio di comunicati e dichiarazioni spesso poco chiari.
Fra le questioni note vengono indicate la contrapposizione sul dimensionamento della rete scolastica e le presunte pressioni sulle nomine degli amministratori di Amet e Stp. A queste si aggiunge il riferimento a un assessore regionale tranese che avrebbe prospettato la bocciatura del piano scolastico da parte della Regione Puglia. De Simone ipotizza inoltre che possano esserci altre criticità, precedenti alla stessa campagna elettorale, rimaste nascoste e riemerse soltanto dopo l'elezione.
È proprio questo il punto centrale della riflessione: se i problemi erano già presenti prima del voto, perché non furono affrontati nella coalizione e inseriti nel programma politico? Da qui la definizione di «peccato originale», che secondo De Simone potrebbe spiegare la crisi e, nell'ipotesi prospettata, rendere le dimissioni la premessa di un ritorno alle urne. Prima di arrivare a questo esito, però, il professore chiede a Galiano di spiegare pubblicamente che cosa abbia determinato davvero la sua decisione, perché la questione essenziale, per i cittadini, resta conoscere le ragioni della crisi.
