Sequestrata stamani al porto una grossa quantità di pescato del peschereccio Maria Chiara Daiana, dopo che parte delle cassette destinate alla vendita era stata sistemata su due tavolini sulla banchina del porto di Trani. L’operazione è stata eseguita dai carabinieri della Compagnia di Trani con Nas, Guardia costiera, Servizio veterinario dell’Asl Bt e Polizia locale. Al comandante Patrizio Tedeschi è stata contestata la vendita a terra, vietata dopo un precedente controllo, con una sanzione amministrativa e una probabile denuncia penale.
«Sulla poppa posso mettere sette cassette di pesce, ma oggi ne avevo quaranta, e con sette non copro neppure il gasolio», replica Tedeschi, spiegando di aver pescato una quantità superiore a quella che può essere sistemata a bordo. Il comandante sostiene inoltre che vendere dalla poppa comporti rischi per i clienti, a causa del movimento dell’imbarcazione, e ricorda di spendere circa 780 euro al giorno per il gasolio.
Tedeschi chiede una soluzione stabile per la vendita del pescato e indica il modello di Molfetta, dove il pesce viene venduto in banchina. E critica invece i tempi del mercato ittico coperto di molo Santa Lucia: «Ci andremo se bene attrezzato, quello di tanti anni fa non aveva neanche una copertura, niente».
La stessa richiesta arriva da Corrado, 17 anni, membro dell’equipaggio e in mare da quando ne aveva 12. Il giovane chiede una vera «piazza» per i pescatori, denunciando l’aumento dei costi e le difficoltà di una categoria alle prese anche con il fermo pesca: «Rischiamo di essere arrestati per come lavoriamo».


