La memoria del calcio tranese passa anche attraverso le pagine, le cronache e i ricordi custoditi con passione da Carlo Del Negro. Un lavoro prezioso di ricerca e ricostruzione che ci permette di riaprire, a distanza di decenni, quelle domeniche allo stadio, restituendo nomi, formazioni, gol ed emozioni di una storia sportiva che appartiene alla città.
Oggi torniamo al 4 ottobre 1964, quando al Comunale il Trani affrontò il Padova nel campionato di Serie B. Una partita finita 1-1, ma ricca di episodi e di quella passione che, ancora oggi, attraverso il racconto di Carlo Del Negro, possiamo rivivere.
Accadde oggi: 4 ottobre 1964
Campionato 1964/1965 Serie B
TRANI-PADOVA 1-1
Arbitro: Bruno Orlando di Bergamo
Reti: 21’ p.t. Cosmano, 15’ s.t. Cavicchia
Note: cielo sereno; terreno in buone condizioni; spettatori circa diecimila; calci d’angolo 3-2 in favore del Trani.
TRANI: Biggi, Crivellenti, Galvanin; Pappalettera, D'Elia, Bazzarini; Arfuso, Bitetto, Franzò, Carradori, Cosmano
All. Vincenzo Marsico
PADOVA: Arbizzani, Rogora, Cervato; Beretta, Barbolini, Sereni; Carminati, Frezza, Cavicchia, Zerlin, Boetto
All. Serafino Montanari
Seconda partita consecutiva al Comunale e secondo pareggio contro squadre forti e blasonate, che avevano messo in preventivo di fare bottino pieno a Trani. Ed invece poco ci è mancato che il Padova ritornasse in Veneto con le pive nel sacco. Accorgimento tattico da parte di Vincenzo Marsico: fuori Barbato e dentro Franzò, al centro dell’attacco, in coppia con Cosmano. Il pareggio, diciamolo subito, è il risultato più giusto, ma il Trani sbaglia troppo ed alla fine, logicamente, paga. Il pubblico rumoreggia alla fine della partita nei confronti di Marsico per aver lasciato in tribuna Ferrante e Barbato, che nella gara precedente contro il Brescia erano stati i migliori in campo. Mistero glorioso. Malavasi e Silva sono infortunati tuttavia il Trani schiera una formazione che tiene testa al Padova per tutto l’arco della gara. Cosmano, il più vecchio in campo, segna la prima rete del Trani in campionato alla bellezza di 35 anni e 3 mesi e allora ve la raccontiamo subito questa rete per certi versi storica: 21’ del primo tempo; Carradori serve sulla corsa Franzò, che tira verso la porta padovana, Barbolini intercetta ma svirgola il rinvio e serve involontariamente Bitetto, il quale tira nuovamente verso la porta di Arbizzani; questa volta è Sereni a respingere corto, irrompe Cosmano “come cervo che esce da foresta” e scaraventa il pallone in rete emettendo nel contempo un grugnito, tanto animalesco quanto liberatorio, sicuramente in dialetto barese.
E’ un premio alla carriera, che non meritava di finire in questo campionato. Ma adesso bisogna difenderlo il meritato vantaggio, perché il Padova non sta di certo a guardare un Trani che intende fare il bello ed il cattivo tempo. Infatti otto minuti dopo la rete del vantaggio tranese (29’) il Padova andava a rete con Boetto al termine di un micidiale contropiede. Gelo sugli spalti. Il direttore di gara corre verso il centro del campo e convalida la rete, ma il guardalinee richiama l’attenzione dell’arbitro segnalando che lo stesso autore della rete, Mario Boetto, si era “aggiustato” il pallone con una mano.
Sospiro di sollievo. Nella ripresa assistiamo al valzer degli errori, che non consentiranno al Trani di raddoppiare, ma che porteranno il Padova ad ottenere il pareggio allo scoccare dell’ora di gioco. Al 1’ del secondo tempo Carradori calcia fuori da buona posizione; al 2’ Cosmano calcia incredibilmente alto sulla traversa; al 13’ Carradori rimette con le mani un fallo laterale alla stregua di un corner (altro che Kayode) e fa terminare il pallone in area di rigore dove Bitetto, colto di sorpresa, cincischia e consente ai difensori patavini di rimediare. Ma dopo questa sagra degli errori giunge, inevitabile, il pareggio. 15’: Cavicchia (ogni qualvolta scende in contropiede mette in difficoltà la difesa tranese) si libera di D’Elia e Bazzarini, che non riescono a fermarlo, entra in area di rigore e con un preciso rasoterra alla destra di Biggi mette chirurgicamente il pallone in rete. Il classico pareggio-beffa dopo il ripetuto mancato raddoppio.
Al 35’ sta, addirittura, per concretizzarsi la beffa, ma la buona sorte, per una volta corre in aiuto degli uomini di Marsico e ci mette una pezza: Carminati servito da Beretta si ritrova misteriosamente solo davanti a Biggi, il quale lo ipnotizza seduta stante e lo costringe a calciare fuori un pallone, che dagli spalti avevano già visto in fondo alla rete. Sarebbe stato troppo per il Trani, perdere, e sarebbe stato troppo per il Padova vincere una gara, che già l’aveva premiata fin troppo con il pareggio. Il Trani contribuisce così, a risolvere, in parte e per questa settimana, la crisi del Padova. Per il Trani buone indicazioni ed ottimismo per il futuro quando Marsico potrà contare su tutti gli effettivi a sua disposizione.
Carlo Del Negro
