«Trani non può essere ostaggio delle dinamiche interne ai partiti». È la Lega, per voce del commissario cittadino Giuseppe Sanzò, ad arricchire il dibattito sulla crisi politica aperta dalle dimissioni del sindaco Marco Galiano, chiedendo a chi ha governato finora di assumersi le proprie responsabilità e di spiegare ai cittadini perché la maggioranza uscita dalle urne non sia riuscita a garantire stabilità e continuità amministrativa.
Galiano, eletto a giugno al ballottaggio con il sostegno del centrosinistra, ha rassegnato le dimissioni dopo appena tre mesi di mandato, al culmine delle frizioni interne alla maggioranza sul piano di dimensionamento scolastico e sulle nomine ai vertici delle società partecipate. Il primo cittadino ha tempo fino al 15 ottobre per ritirarle. Nel frattempo, il consiglio comunale del primo ottobre è andato deserto e lunedì si va in seconda convocazione.
Proprio questi passaggi hanno convinto il Carroccio a uscire allo scoperto. «Fino ad oggi - spiega Sanzò - abbiamo scelto di non intervenire. Abbiamo osservato. Abbiamo ascoltato. Abbiamo evitato di alimentare polemiche. Ma le dimissioni del sindaco, le sue dichiarazioni e i due consigli comunali del 30 settembre e del primo ottobre cambiano il quadro».
Per la Lega, a pochi mesi dal voto, non è il momento dei giochi di palazzo, delle trattative fra partiti e delle ambizioni personali, ma quello della responsabilità. «Chi ha chiesto il voto ai cittadini per governare - sottolinea il commissario - deve spiegare perché quella maggioranza non sia riuscita a garantire stabilità e continuità amministrativa. I cittadini hanno diritto a risposte chiare».
Sanzò rivendica poi l'estraneità del suo partito alla gestione della città: «La Lega non ha partecipato a questa gestione e quindi non abbiamo interessi né poltrone da difendere nelle stanze della politica. Guardiamo ai problemi della città e agli interessi dei tranesi». Da qui l'avvertimento: «La città viene prima delle maggioranze, degli equilibri di potere e delle ambizioni personali».
E l'affondo finale è rivolto a chi, in queste ore, starebbe cercando di ricucire lo strappo. «Chi ha governato - conclude Sanzò - si assuma le proprie responsabilità. Chi ha preso decisioni politiche le spieghi ai cittadini. E chi oggi pensa di risolvere tutto con l'ennesima trattativa sappia che Trani non può più permettersi di perdere tempo».
Il conto alla rovescia, intanto, prosegue. Da qui al 15 ottobre si capirà se la città dovrà prepararsi al commissariamento o assistere all'ennesima ricomposizione di una maggioranza che, a soli tre mesi dalle elezioni, si è già trovata a fare i conti con se stessa.
