«Io do anima e cuore a questo progetto e merito solo un po' più di rispetto». Alla vigilia della sfida contro l'Ostuni, valida per la settima giornata del campionato di Eccellenza, l'allenatore della Soccer Trani, Fabio Moscelli, risponde alle critiche piovute da una parte della tifoseria e chiama a raccolta l'intero ambiente, convinto che soltanto restando compatti si possa tornare a vincere. La gara si disputa domani, alle 19.30, al campo sportivo «San Pio» di Bari, in attesa che lo stadio di casa sia finalmente disponibile.
Nonostante le due sconfitte rimediate finora, il tecnico non fa drammi. «Ad oggi sono soddisfatto di quello che la squadra esprime in campo - dice Moscelli - e l'unico dispiacere è aver subito due sconfitte immeritate. Per come stiamo crescendo, se devo pensare in prospettiva, sono fiducioso».
Moscelli torna poi sulle sue precedenti dichiarazioni sull'obiettivo stagionale, a suo dire fraintese. «Il mio messaggio forse è stato recepito male - spiega - perché noi ci siamo per la Serie D, ma questo non significa che dobbiamo vincere per forza o che, se non arriviamo primi, abbiamo fallito». L'allenatore ricorda che, sotto il profilo economico, la Soccer Trani è oggi soltanto la quarta forza del campionato, dal momento che le concorrenti hanno speso molto di più. «Volevo dare un messaggio dopo una grande delusione - precisa - per alzare l'umore e la compattezza di tutta la piazza. Mi prendo ancora la responsabilità, non me ne pento e ne sono convinto, ma solo se tutti remiamo nella stessa direzione».
Non manca l'amarezza. «Vivo il calcio con passione e professionalità tutti i giorni - afferma - e oggi mi fa male sentire critiche così forti. Nel calcio la vittoria fa festeggiare e io per quindici mesi ho fatto festeggiare i ragazzi». Un rilievo, tiene a sottolineare, rivolto a una piccola parte della tifoseria: «Vivo per gioire e per subire critiche, ma qui sto subendo solo critiche e non credo che sia giusto».
Sull'Ostuni, Moscelli non ha dubbi. «Mi aspetto una squadra che vuole riscattarsi dall'eliminazione in coppa - prevede - e quindi una partita tosta, contro un avversario che gioca bene e che, così come noi, vuole tornare ai tre punti».
Il presidente Luciano Pace affronta invece la questione dell'impianto di casa, ancora inagibile. «Capisco che la situazione stia diventando difficile - ammette - ma ci sono fattori incontrollabili e abbiamo dovuto rinviare l'esordio interno. Credo sia impossibile andare oltre il 18 ottobre, ma tutto dipende dalla natura e purtroppo è stato impossibile seminare prima». In un primo momento si era optato per lo stadio di Molfetta, ma la soluzione non era gradita alla tifoseria locale e la società ha preferito dirottare la partita a Bari. «Siamo le prime vittime di questa indisponibilità - sottolinea Pace - ma l'unica alternativa era giocare a porte chiuse. Abbiamo fatto questa scelta per mettere i tifosi al centro di tutto».
Anche il presidente interviene sul clima delle ultime settimane, distinguendo nettamente fra critica e offesa. «Le critiche sportive fanno parte del gioco ed è un diritto del tifoso esprimerle - afferma - ma spesso si è trascesi nella cattiveria e nell'offesa personale verso i tesserati, e questo non è tollerato in nessuna maniera». Un momento, aggiunge, che la società aveva messo in conto: «Cadere fa parte di un percorso sportivo, ma la caduta deve essere costruttiva e l'ambiente deve compattarsi. Le vittorie arrivano solo quando tutti remano dalla stessa parte e, se si iniziano a creare fratture, diventa un problema per noi e un vantaggio per gli altri».
Resta aperto, infine, il capitolo dell'esclusione dalla coppa. La società sta valutando se presentare ricorso al Collegio di garanzia, ma i tempi lunghi della giustizia sportiva potrebbero rendere vana un'eventuale vittoria, con una decisione in arrivo quando il prossimo turno sarà già stato disputato. «Correremmo il rischio di vincere quando la competizione è già andata avanti - spiega Pace - e non vogliamo una vittoria di Pirro. Se ci sono possibilità difenderemo sempre Trani, ma devono esserci oggettive possibilità di ottenere un risultato concreto».
