«Comunque vada, a rimetterci sarà la città». Il centrodestra tranese torna sulla crisi politica aperta dalle dimissioni del sindaco Marco Galiano, protocollate il 25 settembre e ritirabili entro il 15 ottobre. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Guarriello e Trani Libera ritengono però difficile un ripensamento, ricordando come il primo cittadino abbia definito le dimissioni «irrevocabili».
L’opposizione richiama le accuse rivolte da Galiano ad alcuni esponenti della maggioranza, al Partito democratico e all’assessore regionale Debora Ciliento, oltre alle denunce sulle pressioni interne alla coalizione e sul ruolo di chi avrebbe cercato di «manovrare» il sindaco. Da qui l’interrogativo sulle condizioni nelle quali potrebbe riprendere l’attività amministrativa anche qualora Galiano decidesse di ritirare le dimissioni.
Secondo il centrodestra, infatti, il clima nella maggioranza sarebbe ormai «segnato da accuse reciproche, possibili denunce e contrapposizioni fra correnti, con il presidente del consiglio comunale e il vicesindaco indicati da alcuni esponenti della coalizione tra i responsabili della crisi: come sarà possibile affrontare scelte amministrative cruciali e delicate senza che diventino terreno di scontro e di ricatto?», chiedono i firmatari, citando anche il caso del dimensionamento scolastico.
Domani il consiglio darà importanti indicazioni, ma il 15 ottobre resta la data decisiva: se Galiano non ritirerà le dimissioni, queste diventeranno efficaci e il Comune sarà affidato a un commissario prefettizio; diversamente, si apre un nuovo percorso, denso di incognite.
