Le antiche masserie pugliesi sono tornate a raccontarsi attraverso perizie, piante acquerellate e atti giudiziari conservati dall’Archivio di Stato di Trani. È il percorso della mostra allestita ieri, domenica 4 ottobre, per «Domenica di carta», iniziativa del Ministero della cultura che documenta strutture agricole oggi abbandonate o riconvertite.
La documentazione, illustrata dal funzionario archivista Riccardo Reca, consente di ricostruire l’organizzazione originaria delle masserie e la loro funzione agricolo-pastorale. La presenza a Trani di documenti relativi a diverse aree della Puglia deriva dalle competenze che il Tribunale di Trani ebbe fino al 1862 e dalla successiva attività della Corte d’appello delle Puglie.
Tra i documenti esposti figurano le perizie ottocentesche della Masseria del Reddito, di Monteferraro a Conversano, di alcune proprietà a Martina Franca, della Masseria Ripagnola a Polignano e del Feudo di Belvedere nel Salento. Le carte, nate per espropriazioni, divisioni ereditarie e controversie patrimoniali, descrivono abitazioni, stalle, magazzini, chiese, cisterne, aie e altri ambienti delle antiche aziende agricole.
La mostra ha proseguito idealmente quella dedicata, la domenica precedente, alle masserie abbandonate della Bat, compresa una proprietà della famiglia Candido situata fuori Porta Bisceglie e oggi cancellata dall’urbanizzazione. «È importante mantenere la memoria di quello che era l’obiettivo originario di queste strutture», sottolinea Reca, perché le perizie permettono di recuperare la storia di luoghi spesso profondamente trasformati.
Numerosi i visitatori recatisi in Archivio. E i vari comitati, associazioni, amministratori? Salvo smentite, non pervenuti.




























