C’è una poesia che non vuole soltanto essere letta. Vuole entrare, attraversare le difese, mettere in discussione le certezze. È la poesia di Savino Sarno, che con Interno 75. Il coraggio di entrare, pubblicato da Utterson Edizioni – Dialoghi, ha conquistato il secondo posto nella sezione “Libro edito di poesia” della XX edizione del Premio Letterario Città di Taranto.
Un riconoscimento arrivato nella suggestiva cornice del Castello Aragonese di Taranto, nella Galleria Meridionale, dove il 3 ottobre si sono ritrovati poeti e scrittori provenienti da tutta Italia. E proprio le parole della giuria restituiscono con forza il senso di questo premio. Interno 75, si legge nella motivazione, è una silloge composta da versi che “quasi trafiggono il lettore” e che elevano la parola poetica per rivelare “quanto gli esseri umani siano diventati ciechi dinanzi alla bellezza dell’universo”. Un giudizio che individua nella poesia di Sarno una precisa vocazione: scuotere l’indifferenza e opporsi all’anestesia interiore del nostro tempo.
La giuria parla di “glaciali cristallizzazioni del contemporaneo” e di un “cuore digitale” che si impone progressivamente in una società artificiale, impoverendo giorno dopo giorno la dimensione più autentica dell’essere umano. Di fronte a tutto questo, Interno 75 sceglie la strada della parola, della memoria, dell'introspezione e della verità.
«Una voce che commuove, dissente, stimola e si oppone ad un’anestesia interiore alla quale ci hanno condannati», scrive la giuria.»
È forse questa la chiave di lettura più profonda dell’opera: il coraggio di entrare. Entrare dentro se stessi, oltre l’apparenza, per incontrare ciò che spesso la vita quotidiana ci induce a nascondere.
Il titolo stesso racchiude questa idea. Il “75” rappresenta un punto d’origine personale, mentre l’“interno” diventa uno spazio emotivo e mentale nel quale si incontrano ricordi, fragilità, amore, conflitti e trasformazioni. Ogni poesia è una stanza da attraversare. E ogni stanza può diventare, per il lettore, uno specchio.
Presentata a Trani il 21 maggio 2026, la silloge si configura come un viaggio intimo che, partendo dall’esperienza individuale, arriva a interrogare la dimensione universale dell’esistenza. Non una poesia che pretende di fornire risposte, dunque, ma una poesia che chiede al lettore di fermarsi, ascoltare e sentire. «Varcare la soglia tra l’apparenza e la verità interiore»: è questo l’invito che attraversa l’intera opera e che la giuria ha riconosciuto come uno degli elementi distintivi della scrittura di Sarno.
Nato a Trani nel 1975, Savino Sarno collabora come opinionista con diverse testate online, affrontando tematiche sociali e culturali, e ha ricevuto riconoscimenti in numerosi concorsi letterari. Interno 75. Il coraggio di entrare è il suo ultimo lavoro.
Il secondo posto conquistato a Taranto aggiunge ora un nuovo e significativo tassello al percorso dell’autore e porta ancora una volta il nome di Trani e della Puglia al centro di un importante appuntamento letterario nazionale.
Perché, in un tempo nel quale tutto sembra correre verso l’esterno, la poesia di Savino Sarno sceglie una direzione diversa. Quella di entrare.




