Grande successo per «Secondo me», la prima mostra personale di sculture di Valerio Galati, 33enne velista tranese, ospitata dalla sezione cittadina della Lega navale italiana al molo Sant’Antonio. L’esposizione, visitata da tantissimi cittadini anche non soci del circolo, ha raccolto consensi fin dalle prime ore e potrebbe essere a breve riproposta.
Sedici le opere esposte, realizzate nell’arco di tre anni utilizzando soprattutto pietre pugliesi e marmo di Carrara. Un percorso nel quale Galati unisce la passione per il mare e quella, coltivata fin dall’infanzia, per la scultura: vele, code e teste di balena, fino alla più recente Venere, accanto a tre composizioni che raccontano la varietà cromatica delle pietre pugliesi.
«Ogni tranese, in qualche maniera, nasce dentro la pietra», spiega Galati, che continua comunque la sua attività agonistica nella vela e a novembre sarà in Florida per i campionati del mondo della classe Swan 28. La scultura è nata invece dall’esperienza maturata dopo la laurea lavorando nel settore lapideo e dall’incontro con artisti come Toni Cassanelli.
Dalla mostra nasce anche un appello a rilanciare la tradizione scultorea di Trani, città della pietra e di importanti scalpellini e scultori. Galati auspica inoltre di poter realizzare in futuro un’opera di grandi dimensioni da lasciare alla città, mentre una delle sculture potrebbe restare nella sede della Lega navale.
Grande soddisfazione per il presidente Dino Mastropasqua: «Stiamo declinando il mare in tutti i modi, dallo sport alla cultura. La mostra di Valerio Galati rende merito a un nostro storico portacolori ed eleva l’offerta del circolo. Ci auguriamo di tornare presto a ospitare queste e le sue future opere».















