«Pretendiamo la messa in sicurezza immediata della sponda del terzo lotto, lo stop definitivo a qualsiasi ipotesi di ampliamento o riapertura e la bonifica della falda acquifera». È questa la richiesta con cui Maria Grazia Cinquepalmi, segretaria del Movimento Guarriello, torna ad accendere i riflettori sulla discarica di Puro Vecchio, alla luce degli ultimi dati sulle acque sotterranee e delle ipotesi, a suo dire concrete, di un suo ritorno in esercizio.
Secondo quanto riferisce il movimento, i rapporti di prova sui campionamenti eseguiti nei pozzi spia dell'impianto, rilasciati fra dicembre 2025 e febbraio 2026, restituiscono il quadro di una falda in evidente sofferenza. I referti attestano ripetuti superamenti dei limiti di legge per parametri spia come solfati, ferro e manganese, ufficialmente dichiarati «non conformi».
La causa, a parere di Cinquepalmi, è nota da tempo: la membrana impermeabilizzante sulla sponda del terzo lotto è ancora rotta. «Da quella lesione mai riparata - denuncia la segretaria - continua a fuoriuscire ininterrottamente il percolato, che si disperde nel suolo e nel sottosuolo raggiungendo direttamente le falde acquifere sottostanti».
Di fronte a una situazione del genere ci si aspetterebbero interventi urgenti di messa in sicurezza e bonifica. E invece, secondo il movimento, accade l'esatto contrario: «Mentre la nostra classe politica è impegnata da mesi nel gravoso problema della spartizione delle poltrone - attacca Cinquepalmi - c'è chi silenziosamente pensa, alle nostre spalle, a come fare per riaprire la discarica».
Due i fronti indicati. Il primo riguarda la Regione Puglia, che nel Piano regionale dei rifiuti avrebbe previsto la riapertura del terzo lotto, con la possibilità di conferire fino a un milione di metri cubi di rifiuti. Il secondo chiama in causa l'Amiu, il cui amministratore unico avrebbe addirittura predisposto un progetto per la realizzazione di un quarto lotto.
Tutto questo, osserva il movimento, ignorando un dato strutturale di fondo: i lotti della discarica sono comunicanti e collegati fra loro. «Far finta che il percolato si fermi all'interno di un singolo lotto - sostiene Cinquepalmi - è un'illusione tecnica o una colpevole omissione. Il percolato fluisce liberamente da un lotto all'altro, alimentando costantemente l'inquinamento del nostro territorio».
Il Movimento Guarriello si rivolge quindi direttamente al sindaco, Galiano, che in consiglio comunale si è limitato a un cauto «parliamone, decidiamo insieme». Proprio per questo, il movimento lo invita a far seguire alle parole i fatti, mettendo al primo posto la salvaguardia del territorio e la sicurezza sanitaria dei residenti.
Nel mirino anche l'ipotesi di eventuali sgravi sulla Tari come contropartita: «Rischiano di distogliere l'attenzione dal nodo centrale - avverte la segretaria - perché la salute e l'ambiente non si compensano con un alleggerimento in bolletta. Trani ha già pagato un prezzo altissimo sotto il profilo dell'impatto ambientale e non è disposta a compiere ulteriori sacrifici».
