«Realizzare subito la struttura per la vendita del pescato sulla terra rossa, prima che sia un incidente a imporre la questione, con costi ben più alti per tutti». È questo l'obiettivo che si pone il capogruppo consiliare di Fratelli d'Italia, Roberto Gargiuolo, all'indomani del blitz dei Carabinieri al porto di Trani, che ha riacceso i riflettori su un problema mai risolto.
L'operazione, infatti, ha riportato alla ribalta le richieste e le rivendicazioni legate alle promesse fatte dalla precedente amministrazione comunale: la realizzazione, appunto, di una struttura dal costo stimato in circa 700.000 euro, all'interno della quale i pescatori avrebbero potuto vendere il proprio pescato in tranquillità e garantendo ai clienti condizioni di piena sicurezza.
Allo stato attuale, la vendita diretta del pescato può essere effettuata soltanto dal bordo del peschereccio. Una pratica che, secondo il capogruppo, espone tanto il venditore quanto l'acquirente a un rischio altissimo: quello di finire in acqua, nello spazio fra la banchina e l'imbarcazione, o peggio ancora di rimanere incastrati fra le due, soprattutto nelle giornate in cui la risacca o il moto ondoso dovessero presentarsi in maniera più accentuata.
Proprio per salvaguardare l'incolumità dei diretti interessati, Gargiuolo propende per l'immediata realizzazione dell'opera. Una scelta che, a suo dire, «consentirebbe anche di prevenire costi ben maggiori, legati a eventuali incidenti che potrebbero essere tranquillamente evitati».
