Amet ha già da quasi nove anni la strada tracciata per essere guidata da un amministratore unico: lo prevede l’articolo 20 dello statuto approvato nel novembre 2017 e tuttora vigente. Ciò smentisce la giustificazione secondo cui il sindaco, Marco Galiano, ha pubblicato l'avviso per nominare un consiglio di amministrazione a tre componenti perché non ci sarebbe stato il tempo di modificare lo statuto.
Non solo. Il testo approvato all’unanimità nel 2017, con il Comune di Trani rappresentato dall’allora sindaco Amedeo Bottaro, stabilisce che l’amministratore unico sia la soluzione «ordinaria». Un organo collegiale di tre o cinque componenti rappresenta invece un’eccezione, possibile soltanto per «specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa» e nel rispetto della normativa sulle società partecipate. È inoltre il Comune a nominare direttamente l’amministratore unico, al quale spettano le funzioni del consiglio di amministrazione e del presidente.
Dal 2017, tuttavia, Amet è stata sempre guidata da un Cda composto da tre persone. Una scelta che, secondo il Testo unico sulle società partecipate, avrebbe dovuto essere motivata da un’apposita delibera assembleare e trasmessa alla Corte dei conti. Resta quindi da chiarire quali siano state, nel corso degli anni, le ragioni organizzative che hanno reso necessario mantenere un organo collegiale.
