L’ex capannone di contrada Curatoio, confiscato quasi vent’anni fa alla criminalità organizzata e destinato al progetto «Controvento plus», è finalmente interessato dai lavori, ma il percorso amministrativo si è rivelato lungo e complesso. L’intervento punta a trasformare l’immobile in un cantiere navale destinato alle attività di Oasi e degli ospiti della confinante comunità Controvento.
Il progetto, finanziato dal Pnrr per il riutilizzo sociale dei beni confiscati, è stato affidato per la progettazione e la direzione dei lavori nel 2024. Dopo l’approvazione del progetto di fattibilità, nel 2025 un taglio del 10 per cento dei fondi statali ha ridotto di 250 mila euro le risorse disponibili, imponendo la divisione dell’intervento in due stralci.
Il primo, relativo agli edifici A e C, è stato affidato alla ditta esecutrice per circa 1,2 milioni di euro, Iva compresa, con 360 giorni di lavori. Il cantiere è stato consegnato parzialmente a febbraio 2026 e definitivamente il 27 aprile.
Ad agosto la direzione dei lavori ha trasmesso al Comune alcuni elaborati strutturali aggiornati, spiegando che le modifiche si sono rese necessarie per correggere refusi, integrare informazioni già previste e adeguare alcuni dettagli alle condizioni riscontrate in cantiere e alla disponibilità dei materiali. Il Comune le ha classificate come «variante non sostanziale»: non modificano l’impostazione statica dell’opera, non incidono sulla sicurezza e non comportano aumenti di spesa. I lavori possono quindi proseguire sulla base degli elaborati aggiornati.
