L’11 ottobre 1959 il Trani superava il Martina sul campo, ma quella vittoria si sarebbe trasformata in una delle vicende più amare della storia calcistica tranese. Una partita, una norma controversa e una sconfitta a tavolino destinata a pesare sulla corsa alla promozione in Serie C. Carlo Del Negro ripercorre una pagina di calcio in cui, oltre al risultato, furono le decisioni fuori dal campo a fare la storia.
Accadde oggi: 11 ottobre 1959
Campionato 1959/1960 Serie D
TRANI-MARTINA 4-0
(0-2 a tavolino)
Arbitro: Ottavio Anzano di Napoli
Reti: 41’ p.t. Cosmano, 1’ s.t. Rosi (autorete), 37’ s.t. Liberti, 44’ s.t. Valloni
Note: cielo coperto; pioggia per tutta la durata del primo tempo; terreno scivoloso; spettatori 2.500 circa; calci d’angolo 3-2 in favore del Trani.
TRANI: Fischetti, Zambellini, Guida; Ferrante, D'Elia, Cramarossa; Liberti, Valloni, Mastropasqua, Degani, Cosmano
All. Giovanni Chiricallo
MARTINA: Rosi, Bari, De Mitri; Castignani, Laudisa, Pellegrino; Molendini, Catapano, Mandurino, Fumarola, De Giorgi
All. Pietro Castignani
La Storia della partita tra il Trani ed il Martina del campionato di Serie D 1959/1960 rientra, a pieno titolo, nel novero di quelle partite, che hanno cambiato, nel bene o nel male, la Storia della squadra di calcio tranese. Se vorrete, un giorno, ve ne fornirò un elenco e ne vedrete delle belle. Della partita sul campo, quindi, oggi non ne parleremo, il risultato parla da solo, ma parleremo di ciò che è accaduto durante la settimana, quando la società del Trani, come un fulmine a ciel sereno, si vide recapitare con un telegramma la notizia della perdita della partita a tavolino, per 2-0 in favore del Martina. E perché mai, si chiedevano sgomenti il Presidente ed i dirigenti del Trani, che ne ignoravano la causa. La causa era la posizione irregolare di un calciatore del Trani, Giampiero Guida, che secondo il Giudice Sportivo non avrebbe potuto scendere in campo prima del 6 novembre 1959, data in cui avrebbe compiuto 18 anni. La decisione della Commissione Disciplinare destò sconcerto ed amarezza nell’immediatezza dei fatti ed ebbe gravi ripercussioni sulla classifica finale, in quanto il Trani terminò in graduatoria al secondo posto, proprio a due lunghezze di distacco dal Bisceglie, promosso in Serie C, e contro il quale, senza la sconfitta a tavolino avrebbe dovuto disputare uno spareggio, che sarebbe passato alla Storia, comunque sarebbe andato a finire l’esito della gara.
Ovviamente il Trani non si arrese al giudizio di primo grado, che tra ricorsi e controricorsi si protrasse fino a dicembre. Il Trani aveva acquistato il Guida, classe 1941, durante l’estate dal Lecce. Ma una nuova norma, molto complessa e farraginosa, difficile da interpretare e da comprendere, stabiliva che un calciatore che non avesse compiuto 18 anni poteva essere schierato solo se proveniente da un centro di addestramento giovanile riconosciuto dalla F.I.G.C. Il Trani, ignorando questa norma, tesserò il calciatore con lo status di semiprofessionista (calciatori di Serie C e Serie D) per cui, non avrebbe potuto scendere in campo prima del compimento del diciottesimo anno di età, che sarebbe sopraggiunto, come sopra detto, il 6 novembre 1959.
Il Trani ritenne di aver subìto un ingiusto torto poiché la regola non era chiara, in quanto non parlava di data di nascita, ma faceva riferimento alla classe di leva, e comunque non vi erano precedenti o casistica che potesse avvalorare la tesi della pubblica accusa “oltre ogni ragionevole dubbio”. Il Trani non sapendo più a che santo votarsi invocò la buona fede, si appellò alla non chiara interpretazione della nuova norma sull’utilizzo dei giovani calciatori, ma per tutta risposta gli venne detto che aveva dovuto piuttosto ringraziare Sangiorgese e Pro Vasto, le due squadre che aveva battuto prima della gara con il Martina, che non si erano avvedute di questa circostanza e non avevano presentato ricorso. Il Trani ingoiò il boccone amaro, anzi velenoso, ed andò avanti per la propria strada acquistando un nuovo terzino, Serafino Macripò, e non fece più giocare il Guida, se non in una delle ultime partite del campionato contro il Torremaggiore. Lo spavento valse per cento. Ma questa storia mi pare di averla sentita ultimamente, ma non ricordo dove… si parlava di un calciatore espulso in Coppa Italia due anni prima…. poi non ricordo come andò a finire….mah, se mi ricordo ve lo farò sapere.
Carlo Del Negro
