«Nove assessori su dieci hanno deciso di assumersi le proprie responsabilità nei confronti della città, dimostrando al sindaco una grande compattezza». All'indomani della seduta di giunta, il vicesindaco Tommaso Laurora rivendica così la scelta dell'esecutivo di non fermarsi, nel momento più delicato per l'amministrazione guidata da Marco Galiano, che a soli tre mesi dall'insediamento si trova a fare i conti con le dimissioni del primo cittadino e con lo strappo dell'assessore Lauro.
Ieri, infatti, la giunta si è riunita ed ha approvato tutti i provvedimenti all'ordine del giorno: atti relativi al verde pubblico, ai dipendenti comunali, alla scuola e, soprattutto, una variazione di bilancio superiore al milione di euro. «Si trattava di provvedimenti molto importanti, che riguardavano tanti aspetti della vita cittadina - sottolinea il vicesindaco -. Davvero una grande responsabilità».
IL CASO PUGLIA POPOLARE
Sul tavolo resta la posizione dell'assessore Carlo Laurora, che ha rimesso le deleghe con la collega Donata Di Meo ed è uscito dalla maggioranza con Puglia popolare. Una scelta che il vicesindaco dice di non comprendere fino in fondo: «Non ho capito che cosa significhi rimettere le deleghe - osserva -. O ci si dimette o non ci si dimette, o si è in maggioranza o non lo si è: non si può restare assessore dopo aver rimesso le deleghe ed essere usciti dalla maggioranza. Detto questo, ogni singolo partito si autodetermina».
L'APPELLO AL SINDACO
Il vero nodo, però, è un altro, e riguarda il sindaco. La legge concede venti giorni di tempo per tornare sui propri passi e il vicesindaco confida che quel margine venga utilizzato fino in fondo: «Penso che Marco stia comunque esercitando un suo diritto - spiega -. La politica è l'arte del compromesso, del dialogo, delle discussioni: non esiste chi ha torto e chi ha ragione a prescindere. Ognuno ha le sue prerogative, ma le prerogative di uno si fermano dove cominciano quelle dell'altro. Ecco perché serve un continuo dialogo, che deve portare alle soluzioni migliori, perché in consiglio comunale siamo per rappresentare tutti».
Di qui l'auspicio che il primo cittadino, nei prossimi giorni, possa ripensarci: «Spero davvero che Marco comprenda che c'è una giunta diversa dalle altre - aggiunge -, una giunta che discute, e per quanto mi riguarda questo è un segnale positivo. Non abbiamo un unico cervello, evidentemente ne abbiamo nove: portiamo all'attenzione e solleviamo problematiche non di parte, ma che possono aprire delle discussioni».
IL NODO DEL DIMENSIONAMENTO
Fra gli argomenti che hanno acceso il confronto, il vicesindaco cita il dimensionamento scolastico, un tema tutt'altro che nuovo. «È un provvedimento vecchissimo - ricorda -. Bottaro è riuscito a non portarlo mai all'attenzione dell'opinione pubblica per dieci anni, non se n'è mai discusso. Non credo che riuscire a parlare di argomenti scomodi possa generare le dimissioni di un sindaco e la ripartenza di un'amministrazione dopo soltanto tre mesi».
