«Abbiamo voluto dare un segnale concreto di inclusione, non soltanto con le parole ma con i fatti». La sedicesima edizione di Tranincorsa va in archivio con oltre 1.500 arrivi e con un'immagine destinata a restare: quella di alcuni detenuti in gara fianco a fianco con gli altri atleti. A tracciare il bilancio è Giovanni Assi, presidente dell'Atletica Tommaso Assi, che organizza la manifestazione.
IL BILANCIO
«Il bilancio è estremamente positivo - dice Assi - perché abbiamo portato in piazza oltre 1.500 arrivi fra ragazzi, adulti e professionisti. Se a questo aggiungiamo l'aspetto sociale, che come al solito la fa da padrone nelle manifestazioni della Tommaso Assi, possiamo essere estremamente soddisfatti».
RISERBATO AL TRAGUARDO
Fra i partecipanti, come detto, anche Gigi Riserbato. L'ex primo cittadino legge l'arcobaleno comparso nel corso della giornata come un segno di speranza per una città che, a suo dire, merita tanto e che si augura possa tornare a ritrovare il sole e i fasti di un tempo. Riserbato sottolinea la grande partecipazione, nonostante oggi in Puglia le gare siano tantissime e nonostante Tranincorsa resti fuori dai circuiti più blasonati: «Una grande festa di gente - aggiunge - e un'organizzazione impeccabile. È la dimostrazione che, quando veniamo chiamati, rispondiamo sempre presenti».
I DETENUTI IN GARA
Il fiore all'occhiello di questa edizione è stata, appunto, la partecipazione di alcuni detenuti. «Quando abbiamo avuto questo pensiero - racconta il presidente - l'abbiamo subito condiviso con la direzione dell'istituto penitenziario, che è stata immediatamente d'accordo con noi su questo progetto. Vedere i detenuti all'interno della nostra manifestazione, insieme con gli altri atleti, è un motivo di orgoglio per la Tommaso Assi, e guardare nei loro occhi la felicità di questo momento è stato per noi molto bello».
IL LAVORO DIETRO LE QUINTE
Archiviata una gara, si pensa già alla prossima. «Non ci si ferma mai: non si ferma il nostro consiglio direttivo - assicura Assi - e non si fermano i nostri amatori e tutte quelle persone che dedicano il loro tempo, in maniera del tutto gratuita, alla nostra associazione. Queste manifestazioni durano qualche ora, ma dietro c'è un lavoro invisibile, senza il quale nulla potrebbe avvenire».
Lavoro degli organizzatori, ma anche degli atleti, chiamati a sudarsi la medaglia finale. «Nulla si raggiunge per caso - sottolinea il presidente - e i risultati arrivano soltanto dopo sacrifici e allenamenti. Vale nello sport e vale nella vita quotidiana. Per questo insistiamo tanto sull'importanza di portare bambini e ragazzi all'interno delle associazioni sportive, qualunque sia la disciplina, dall'atletica al basket: lo sport è una scuola di vita».
IL NODO DEGLI IMPIANTI
Per allenarsi, però, servono le strutture, e su questo fronte Trani sconta un ritardo pesante. «Il deficit è grandissimo - ammette Assi - soprattutto per una città come Trani e per la cultura sportiva che hanno i suoi cittadini. Alcune strutture importanti sono in fase di realizzazione e completamento, come la pista di atletica dalle parti di Sant'Angelo, e spero che il prima possibile Trani possa avere il suo palazzetto dello sport. Ma c'è ancora tantissimo da fare: è bello parlare di sport, di inclusione, dei nostri figli che devono praticare attività sportiva, ma poi servono strutture che consentano di farlo. Ancora oggi, per esempio, la Tommaso Assi allena i propri bambini all'interno di una villa comunale».
Antonello Bovio

