Chi l'avrebbe mai detto che in vita, tra le tante mete Eucaristiche, il giovanissimo Carlo avesse visitato anche la nostra Trani? A raccontarlo è la mamma, la signora Antonia Salzano, in visita a sorpresa con suo marito Andrea e i loro gemelli Francesca e Michele.
È il 31 ottobre 2022 quando a Francesco Zecchillo, intento alla cura della chiesetta del Ss. Salvatore, luogo dove è accaduto un prodigio legato ad un'ostia consacrata, viene chiesto: "Posso entrare? Sono la mamma di Carlo Acutis e siamo venuti qui perché nostro figlio era tanto affezionato all'Eucaristia". Più che una sorpresa, una grazia improvvisa e inaspettata come a spronare gli altri a scoprire i sacramentali eucaristici, anche e specialmente oltre la morte.
Agli inizi degli anni 2000, la famiglia Acutis già si era recata in città per conoscere e venerare il miracolo dell'Ostia, cosicché Carlo potesse raccogliere informazioni necessarie per inserirlo tra i tanti che poi hanno dato vita alla sua mostra internazionale, proprio sui miracoli connessi a pane e al vino consacrati. In occasione della visita, la mamma del beato Carlo fa dono di una reliquia del figlio per trasmettere il culto verso suo figlio.
Lo scorso anno il Santo Padre Leone XIV lo ha canonizzato proclamandolo santo e la gentilissima famiglia Antonio Azzollini ha concesso una importante donazione, proprio da custodire all'interno della chiesetta del miracolo: un dipinto del santo. L'opera, dell'artista Donato Bongiovanni, è collocata accanto alla reliquia del santo.
Oggi, martedì 13 ottobre 2026, il "Gruppo San Carlo Acutis", sorto spontaneamente nella chiesina del prodigio ha organizzato una festività liturgica, assieme al parroco di s. Francesco don Giuseppe Mazzilli. Appuntamenti: ore 18 s. Rosario Eucaristico; ore 18.30 solenne Celebrazione Eucaristica, con a seguire adorazione.
Carlo insegna che l'Eucaristia è la vera via per condurci alle cose del cielo, definendola una "autostrada", un percorso particolare e unico. Il segno miracoloso di Trani, da lui venerato e studiato, vuole essere un indicatore, un incoraggiamento per la comunità che dal centro storico sprigiona entusiasmo e voglia di fare pastorale verso il sacramento dei sacramenti. Tutto ciò, ha dato vita ad un gruppo che assiduamente si raduna in preghiera nella chiesetta del Ss. Salvatore, proprio sulla scia di quella praticata da Carlo sin da bambino, attraverso il santo rosario e la s. Messa.
La nostra città veramente è fortunata perché continua a sperimentare voglia di fare preghiera anche e attraverso momenti del genere. La festività di s. Carlo ci aiuti a tornare all'essenziale della vita cristiana, ripetendo le sue parole: "Non io, ma Dio!". E questo lo si concretizza per mezzo della sacra scrittura ed i sacramenti: presenza viva e vera di Gesù tra noi oggi, come per sempre!
Alfredo Cavalieri






