«Galiano, che conosce fin troppo bene il peso e il valore delle parole che ha pronunciato, se vuole salvaguardare la sua credibilità confermi le sue irrevocabili dimissioni». È l'invito, dal sapore di un ultimatum, che il centrodestra rivolge al sindaco nelle ore in cui la crisi dell'amministrazione comunale sembra essersi ulteriormente avvitata su sé stessa. A sottoscriverlo sono i segretari di Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lista Guarriello sindaco e Trani Libera, secondo i quali il primo cittadino non avrebbe più le condizioni politiche per tornare sui propri passi.
Per l'opposizione, il quadro è profondamente mutato rispetto a qualche giorno fa. Non si tratterebbe più soltanto delle dimissioni rassegnate dal sindaco, e da lui stesso definite irrevocabili, ma di una maggioranza che mostra «profonde divisioni politiche, lacerazioni e gravi attacchi fra consiglieri dello stesso schieramento».
A colpire il centrodestra è innanzitutto la dichiarazione del vicesindaco, Tommaso Laurora, secondo cui «la peggiore delle amministrazioni è sempre meglio della migliore gestione commissariale». La replica non si fa attendere: «La peggiore delle amministrazioni l'abbiamo già vista in questi tre mesi - ribattono i segretari - con una città paralizzata e oggi ostaggio di una coalizione che in queste ore mostra un solo obiettivo: salvare sé stessa, a tutti i costi».
Secondo i firmatari, la legittimazione elettorale non può più bastare in assenza di condivisione, unità di intenti, stabilità e capacità decisionale. «Il commissariamento non è un obiettivo auspicabile - precisano - ma non può neppure diventare l'argomento con cui giustificare la prosecuzione di un'esperienza al capolinea, anche perché Trani merita il meglio, non la peggiore amministrazione».
Nel mirino finisce anche il Partito democratico, che invoca la pace all'interno della coalizione. Il centrodestra, però, rimprovera ai democratici di non aver mai fornito spiegazioni in merito alle pressioni che il sindaco avrebbe ricevuto da importanti esponenti dello stesso partito, accuse definite gravi e pesanti. E non solo: il Pd, secondo l'opposizione, si sarebbe tenacemente opposto al dimensionamento scolastico, determinando di fatto la crisi politica, salvo poi approvarlo, venerdì scorso, senza colpo ferire.
Il comunicato ricorda poi la posizione di Puglia Popolare, che, attraverso il coordinatore regionale e assessore comunale Carlo Laurora, ha dichiarato conclusa questa esperienza politica, passando in minoranza. Ne è conseguito il ritiro delle deleghe in giunta tanto a lui quanto a Donata di Meo, in attesa delle formali dimissioni.
Quanto al presidente del Consiglio comunale, per i segretari non sembra più godere della fiducia di una parte della sua stessa coalizione, dopo le accuse ricevute e gli attacchi pubblici di cui è stato bersaglio all'interno della maggioranza.
Il nodo, a questo punto, resta tutto politico. «Galiano legittimamente potrà pur ritirare le dimissioni - si legge nella nota - ma in un quadro così caotico, fatto di rapporti personali e politici logori, partiti che si dichiarano fuori dalla maggioranza e burattinai che pensavano di gestirlo a proprio piacimento, come potrà continuare l'azione amministrativa in modo utile e costruttivo per la città? Come sarà possibile affrontare problemi e assumere decisioni difficili in questo clima?».
