«Dal 16 saremo a completa disposizione del commissario, anche perché sono convinto che saprà fare sicuramente più del nulla degli ultimi 120 giorni». Giacomo Marinaro, già presidente del consiglio comunale e candidato sindaco alle ultime amministrative, commenta così le dimissioni di Marco Galiano, confermate dal primo cittadino con una lunga lettera pubblicata su Facebook. Trani si prepara così a tornare alle urne nella finestra elettorale compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno del prossimo anno.
Marinaro esprime innanzitutto vicinanza umana a Galiano, riconoscendogli coerenza, fermezza e la capacità di non cedere alle pressioni. «Ha dimostrato di avere la schiena dritta», afferma, sottolineando come la sua uscita di scena lasci «un vuoto nell’azione amministrativa».
Il giudizio politico è invece rivolto soprattutto al Partito democratico, accusato di non aver sostenuto il proprio candidato sindaco e, al contrario, di averne ostacolato il lavoro. Marinaro richiama anche le critiche ricevute durante la campagna elettorale e sostiene che le lezioni di moralità rivolte ad altri avrebbero dovuto essere applicate innanzitutto all’interno del partito. Fra le cause della crisi indica anche l’inesperienza di Galiano nella gestione della macchina amministrativa e una conoscenza forse insufficiente delle persone alle quali aveva affidato ruoli e responsabilità.
L’ex presidente del consiglio esclude categoricamente un proprio ritorno nel Pd, nonostante il rapporto personale e politico con il presidente della Regione, Antonio Decaro. «Se il partito dovesse ora proporre le primarie - osserva -, chi ha avuto responsabilità nella vicenda dovrebbe prima uscire allo scoperto e chiedere scusa».
Nel confronto con gli undici anni di amministrazione Bottaro, Marinaro evidenzia le differenze caratteriali e politiche fra i due sindaci, ricordando come la precedente maggioranza avesse mantenuto una base più solida, soprattutto durante il secondo mandato. Critica inoltre i tempi dell’azione amministrativa di Galiano, giudicando «eccessivo che l’unico provvedimento significativo, relativo al verde pubblico e al nuovo palazzetto dello sport, sia arrivato dopo circa 120 giorni».
Per la fase commissariale, Marinaro garantisce «collaborazione e disponibilità a sottoporre proposte e progetti, dallo stadio alle altre questioni ancora aperte. Il commissario non arriva per vicende legate a infiltrazioni mafiose, ma in seguito alle dimissioni del sindaco: per questo, a suo giudizio, potrà assicurare un’ordinaria amministrazione efficace».
Fiducia anche negli uffici comunali, che definisce «impeccabili» durante questi mesi, mentre manifesta preoccupazione per la possibile partenza del segretario generale, considerata una perdita rilevante per il Comune.
Quanto a una sua eventuale ricandidatura a sindaco, Marinaro non si sbilancia e rimanda ogni decisione ai prossimi mesi: «Adesso l’importante è la città, stare a fianco del commissario prefettizio. Per le candidature c’è tempo e c’è modo. Il progetto politico esiste già, ma in questa fase la priorità resta accompagnare la città fino alla prossima tornata elettorale».
