Per me queste dimissioni sono un grande atto di responsabilità davanti a una politica locale malata da anni, che chiede a chi amministra di reggere tutto, ma troppo raramente accetta di mettere in discussione se stessa.
“Tanti hanno provato a convincermi, pochi mi hanno ascoltato”. Questa frase mi ha colpito tantissimo. Convincerlo a restare per fare cosa? Con quali condizioni diverse? Con quale disponibilità a cambiare ciò che lo ha portato a dimettersi?
Se l’unica risposta è chiedere al sindaco di resistere ancora, allora si vuole conservare il sistema scaricandone il peso su una persona.
Ora le spiegazioni non spettano soltanto a chi lascia. Spettano anche a chi resta e pensa di cavarsela con una dichiarazione di rammarico, per poi ricominciare esattamente da dove aveva interrotto.
Le dimissioni di un sindaco non possono diventare un semplice cambio di pedine. Chi ha contribuito a costruire questi equilibri deve rispondere del loro fallimento. Alla città, pubblicamente.
Angela Mercorio - Ex candidata sindaco
