Con la conferma delle dimissioni del sindaco, Marco Galiano, si dissolvono automaticamente due scadenze già fissate in calendario: il consiglio comunale convocato per venerdì 16 ottobre e la discussione, prevista per l'11 novembre, del ricorso con cui Raimondo Lima puntava a scalzare dai banchi dell'assise un consigliere eletto.
La prima scadenza, la più ravvicinata nel tempo, è proprio quella della seduta consiliare di venerdì. Dalle 00.01 di quel giorno, infatti, le dimissioni di Galliano si saranno consolidate e, con esse, saranno automaticamente decaduti il sindaco, la giunta, peraltro già dimissionaria, e lo stesso consiglio comunale. Il quale, dunque, non potrà riunirsi: la convocazione resterà sulla carta, senza che nessuno possa più sedere legittimamente fra quei banchi.
Allo stesso modo, il prossimo 11 novembre, il ricorso al Tar Puglia proposto da Raimondo Lima, candidato al consiglio comunale nella lista di Fratelli d'Italia, sarà dichiarato improcedibile per cessata materia del contendere. Lima chiedeva che gli fossero riconosciute alcune preferenze non attribuitegli in sede di scrutinio, eventualmente utili a sopravanzare Emanuele Cozzoli, il consigliere eletto al suo posto.
La ragione è tanto semplice quanto inevitabile: da venerdì il Comune di Trani non avrà più un consiglio comunale e, di conseguenza, non ci sarà più alcun seggio da contendere. Una partita che si chiude, così, non nel merito, ma per effetto della crisi politica che ha travolto l'intera amministrazione.
