Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Andrea Ferri, chiede al sindaco Marco Galiano di spiegare pubblicamente «che cosa è cambiato in queste 48 ore». Il ritiro delle dimissioni, presentate lo scorso 25 settembre e revocate allo scadere dei venti giorni previsti dalla legge per renderle efficaci, secondo l'esponente del centrodestra non chiude affatto la partita, ma apre «una questione di affidabilità che riguarda l'intera città di Trani».
DAL 25 SETTEMBRE AL RIPENSAMENTO
Ferri premette di non voler entrare nel merito delle ragioni personali che hanno spinto il primo cittadino a lasciare, ma pone l'accento sulla questione politica. E ricostruisce la sequenza degli eventi: venti giorni di dichiarazioni, appelli, tentativi di ricucitura e richieste di ripensamento, culminati nel lungo messaggio alla città che lo stesso Galiano ha pubblicato il 13 ottobre. In quel testo il sindaco parlava di pressioni, perdita di fiducia, lotte intestine e interferenze, indicava nella propria dignità e in quella della città un limite da non oltrepassare e ribadiva di non voler fare il sindaco a ogni costo.
«Oggi, a distanza di appena 48 ore, quelle dimissioni vengono ritirate. Pongo una domanda semplice - afferma Ferri - da consigliere regionale ma soprattutto da tranese: che cosa è cambiato? Quali garanzie sono state date al sindaco? Da chi? Che cosa è accaduto affinché le condizioni che appena due giorni fa venivano descritte come incompatibili con la prosecuzione dell'esperienza amministrativa siano oggi improvvisamente venute meno?».
IL NODO DELLA MAGGIORANZA
Interrogativi che, a suo dire, non nascono da semplice curiosità politica. «Se quelle pressioni, quelle ingerenze e quelle lotte interne esistevano davvero - prosegue - i tranesi hanno il diritto di sapere se oggi sono state definitivamente superate oppure se rischiano di ripresentarsi alla prima difficoltà». Il consigliere regionale chiede anche se le scelte dell'amministrazione saranno realmente autonome o se, a ogni ostacolo, servirà un intervento esterno per ricomporre gli equilibri della maggioranza: «Trani non può essere trattata come un terreno sul quale altri vengono a dettare condizioni. Trani deve essere amministrata nell'interesse dei tranesi».
Ferri ricorda, poi, che è stato lo stesso Galiano a chiarire come le difficoltà non fossero state determinate dall'opposizione, ma maturate all'interno della sua coalizione. Proprio quella maggioranza, dopo una crisi durata venti giorni, ha ora il dovere, secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, di dimostrare di poter garantire stabilità, coerenza e capacità di governo.
PRIMA LE RISPOSTE, POI LE SCUSE
«Trani non può permettersi altri mesi di paralisi - sottolinea Ferri -. È una città che arriva da undici anni di precedente amministrazione e che, in questi primi mesi della nuova esperienza, ha già dovuto confrontarsi con una fase politica caratterizzata da difficoltà e contrapposizioni interne. Adesso servono risposte, non altri rinvii».
Da qui la richiesta che qualcuno spieghi pubblicamente che cosa è cambiato, perché e quali garanzie esistano affinché le condizioni che hanno portato alle dimissioni non si ripresentino domani. «Le eventuali scuse ai cittadini vengono dopo. Prima vengono le risposte. In questi venti giorni le domande che si sono posti i tranesi sono diventate tante - conclude - e oggi, con il ritiro delle dimissioni, sono diventate ancora di più».
