«Trani viene prima di tutto ed ha bisogno di cose concrete». È questo il cuore della riflessione di Roberto Gargiuolo all'indomani della conferma, da parte del sindaco Marco Galiano, delle dimissioni dalla carica di primo cittadino: nessun ripensamento, nessun passo indietro.
Il copione è ormai noto. Prima le dimissioni, poi le trattative, gli appelli a ripensarci e le speranze, coltivate da più parti, di una retromarcia. Infine, la conferma. Una vicenda che, a giudizio di Gargiuolo, racconta una crisi politica profonda, con una maggioranza divisa su questioni importanti per il futuro della città, e che matura a soli quattro mesi da quel ballottaggio di giugno in cui Galiano, alla guida della coalizione di centrosinistra, aveva prevalso per 568 voti sul candidato del centrodestra, Angelo Guarriello.
Ma, per Gargiuolo, la domanda è un'altra: mentre la politica discute, chi si occupa concretamente di Trani? «Chi mette al centro i quartieri, il decoro urbano, le strade, i servizi, le famiglie, le scuole e le esigenze quotidiane dei cittadini? Trani non può essere soltanto il palcoscenico di scontri interni, equilibri di partito e tentativi di ricomporre una maggioranza».
Il riferimento è al mandato ricevuto dalle urne appena qualche mese fa. «I cittadini hanno scelto un'amministrazione per vedere affrontati i problemi della città - sottolinea - non per assistere a una crisi politica dopo pochi mesi».
Gargiuolo non contesta il gesto in sé, che riconosce come una scelta personale e politica, ma richiama tutti a una responsabilità verso la città che deve andare oltre le vicende dei singoli e degli schieramenti. «Trani ha bisogno di stabilità, programmazione e risultati - afferma - ha bisogno di una politica che sappia decidere e assumersi le proprie responsabilità, con meno giochi di potere e incertezze e più attenzione per i cittadini». Perché, al di là di chi governa e di chi siede in maggioranza, la città viene prima di tutto.
Un appello che giunge mentre, con le dimissioni divenute definitive, si apre la strada allo scioglimento del consiglio comunale e all'arrivo di un commissario. E mentre i palazzi della politica si interrogano sugli equilibri da ricomporre, fuori restano le strade, i quartieri e le scuole: le stesse cose concrete che, a sentire Gargiuolo, nessuno dovrebbe perdere di vista.
