Un filo d'oro che lega passato e futuro della couture pugliese e che passa, inevitabilmente, per Trani. Oggi, 16 ottobre, ricorre l'anniversario della nascita di Nina Simone, pioniera dell'alta moda di ispirazione francese nella nostra regione e firma che la città continua a custodire come una delle più illustri della propria storia del costume.
Nel secondo dopoguerra, in un'Italia che si rimetteva in piedi e scopriva una nuova stagione di creatività, l'atelier tranese di Nina Simone divenne il punto di riferimento del jet set pugliese.
Con ago, filo e una visione estetica d'avanguardia, la stilista seppe vestire signore e famiglie in vista con rigore e genialità, condividendo la prima linea e la stessa idea di eleganza con icone nazionali come le Sorelle Fontana. Non un semplice laboratorio di sartoria, dunque, ma un luogo in cui il gusto parigino trovava casa sulla costa adriatica e diventava, a suo modo, linguaggio di un intero territorio.
Una memoria che non si è dispersa con il passare dei decenni. Lo scorso anno, nella cornice di Palazzo Beltrami, la stilista è stata celebrata con un premio patrocinato dal Comune di Trani, nell'ambito dell'evento organizzato dall'associazione culturale Forme, presieduta da Elena Brulli.
Il momento più toccante della serata, però, ha portato la firma della famiglia. Sul palco è salita la pronipote, Simona Del Nigro, ballerina professionista con un percorso internazionale, che ha danzato una coreografia di Giacomo Molinari, del Molinari Art Center, indossando proprio una creazione storica della bisnonna: una gonna in organza di pura seta degli anni Ottanta.
Un capo d'alta sartoria che torna a muoversi, a distanza di oltre quarant'anni, sul corpo di una giovane artista: forse il modo più efficace per ricordare che quella firma non appartiene soltanto al passato, ma continua a ispirare le nuove generazioni del territorio.


