Il subito dopo le elezioni amministrative comunali della primavera 2026 ha visto i cittadini tranesi sbigottiti spettatori di «nuvole minacciose» che si addensavano su Palazzo di Città. In un batti baleno fu subito tempesta: Galiano si dimette da sindaco!
I titoli di giornali:
24 settembre: Trani, si dimette il sindaco Marco Galiano. Dalle tensioni sul dimensionamento scolastico alle pressioni sulle nomine nelle partecipate: una scelta dirompente che apre una crisi politica a soli tre mesi dal voto.
26 settembre: Marco Galiano: «Mi dimetto da sindaco e torno preside per difendere la scuola. Deluso dal Pd»
26 settembre: Il primo cittadino eletto a Trani ha appena formalizzato la sua decisione, legata al piano di dimensionamento scolastico ma anche a municipalizzate e discarica: «Quelli del mio partito, compresa l’assessora Ciliento, mi hanno messo il bastone fra le ruote. Perché ci sono le elezioni a breve e non vogliono contrariare l’elettorato».
Fino alle conferme di Galiano delle sue dimissioni del 12 ottobre, su un post di Fb che dichiara pesantemente «Lascio uno zaino pieno di desideri. Non faccio il sindaco ad ogni costo».
Nel frattempo Puglia Popolare si chiama fuori dalla maggioranza con il massimo esponente cittadino che dichiara che l’esperienza di questa amministrazione è morta e sepolta.
Oggi, 15 ottobre 2026, seduto in quel caffè, non si pensava che Galiano con un colpo di coda mai visto nella politica cittadina, neanche in quella italiana, ma nemmeno in quella mondiale o nel Burundi, da uomo retto, dopo il veleno che ha innaffiato i campi della sua maggioranza, si sarebbe eretto quale ritrovato condottiero ed avrebbe gridato al suo popolo, che nel frattempo gli cantava la canzone «Cicci nun te ne annà»: «Contrordine compagni, ritiro le dimissioni!»
Vergogna e vergogniamoci per quello che è successo alla nostra Città e per aver sbagliato a giudicare il Preside Galiano da Cassano delle Murge come uomo tutto d’un pezzo.
Ma i consiglieri tranesi, specialmente quelli del Pd, che faranno? A soccorrere l’ex maggioranza, che non ha i numeri, per un tozzo di pane di visibilità politica, ci saranno consiglieri comunali transfughi dall’opposizione o cacciati dai loro partiti.
Considerazioni
Nel romanzo capolavoro di Leonardo Sciascia, «Il giorno della civetta», il boss mafioso Don Mariano Arena, nella sua filosofia, divideva l’umanità in cinque categorie:
I tranesi sapranno certamente comprendere e individuare in quale di queste categorie inserire tutti gli attori e le comparse di questa farsa politica cittadina.
Si attendono dal rinnovato Sindaco, assieme al consigliere Briguglio, i nomi di chi ha tentato di condizionare il suo mandato e dalla Magistratura Penale si attende di conoscere se abbia aperto un fascicolo sulle pesanti dichiarazioni di Galiano sulla Consigliere Regionale Ciliento, ovvero se abbia proceduto d’ufficio per calunnia e diffamazione nei confronti dell’accusatore, senza aspettare i tempi di Garlasco per scoprire il colpevole.
Michele Giuliano - Cittadino indignato
