Egr. Sig. Sindaco,
per anni la nostra Nazione ha avuto come premier un imprenditore convito che governare l’Italia fosse la stessa cosa che amministrare una azienda; oggi si affaccia sul palcoscenico politico chi pensa che il nostro Paese sia una caserma, dove gli ordini del capo non si discutono, ma si eseguono. Forse Lei ha peccato di superficialità se ha immaginato che essere il sindaco di una città non fosse poi così diverso dall’essere preside di un istituto scolastico. Magari è stato forviato proprio quel dell’idea di “preside manager” che i nostri legislatori hanno voluto, convinti che l’uomo forte (o la donna forte) al comando potesse essere sinonimo di decisionismo ed efficienza, potendo mettere a tacere le rimostranze del corpo docente, dei genitori e/o degli studenti. Ma Lei sa benissimo che nei fatti le cose sono ben diverse. Lo studente-cliente, tanto voluto dai nostri compagni Berlinguer e Zecchino, come tutti i clienti, ha pretese e quando queste non vengono soddisfatte c’è sempre pronta l’arma del “ricatto”: il trasferimento ad altro istituto.
Analogamente, il potere di presidenti di regione, sindaci, dirigenti pubblici è cresciuto enormemente per effetto delle normative di questi ultimi anni. Probabilmente per questo si è potuto illudere di poter indossare l’armatura del cavaliere senza macchia e senza paura, pronto a scatenare battaglie personali a tutela della giustizia e dell’efficienza, scardinando un sistema consolidato di clientele.
Per esempio, le nomine degli amministratori delle società controllate di un Comune (es. Cda o Amministratore Unico) vengono designate o direttamente dal Sindaco, in conformità alle linee guida del Consiglio Comunale e nel rispetto dell'art. 50 del Testo Unico Enti Locali. Forse il legislatore aveva dato per scontato la totale onestà e capacità dei nostri rappresentati politici di selezionare i più valenti, con le migliori competenze ed esperienze nello specifico settore, garantendo nel contempo quella affinità ideologica e politica necessaria all’attuazione di un programma di sviluppo aziendale secondo l’indirizzo sindacale. Ma concretamente sappiamo tutti che le cose sono ben diverse… e lo avrebbe dovuto sapere anche Lei dal primo momento.
In genere le maggioranze di governo, per certi versi, si comportano proprio come i suoi studenti-clienti ed i loro genitori, con l’aggravante che in questo caso è una intera cittadinanza a farne le spese.
Oggi la nostra città, ma direi la nostra Nazione ed una buona parte dell’Occidente, soffre per l’inadeguatezza della classe dirigente e politica, con qualche rara eccezione. La politica è diventata per molti il modo per sbarcare il lunario, consentendo a soggetti, che in altre epoche si sarebbero potuti ritagliare solo ruoli marginali all’interno della società, di rivestire incarichi di primaria importanza, con tutte le disastrose conseguenze che tutti noi subiamo.
Forse, per fare veramente la differenza, Lei avrebbe dovuto porre condizioni più stringenti proprio nella selezione dei candidati che avrebbero poi composto le liste a suo sostegno. Allora avrebbe potuto contare su una maggioranza con la quale portare avanti un programma basato sul dialogo, da Lei sempre sostenuto, e non sul ricatto politico.
Trani sicuramente “non ha bisogno di padroni e merita rispetto”, ma necessita soprattutto di una classe politica onesta, colta, seria, competente e lungimirante, capace di portare avanti un programma di sviluppo concreto per il bene di tutta la nostra collettività, che oggi purtroppo esiste solo nell’immaginario!
Dall’8 giugno ad oggi i cittadini hanno osservato un sostanziale immobilismo di questa amministrazione, condito da comportamenti a dir poco irrituali di qualche consigliere, dimostrazione di incompetenza normativa da chi si fregia anche del titolo di avvocato…e si potrebbe continuare ancora a lungo.
Allora, se ha deciso di indossare nuovamente la sua armatura, riorganizzi le sue “truppe” e senza ulteriore indugi produca risultati tangibili; noi cittadini pretendiamo fatti concreti. Ma faccia attenzione, perché è facile passare dal ruolo di cavaliere senza macchia a don Chisciotte!
Francesco M. D’Amore
