Ci sono passioni che, con il tempo, diventano vere e proprie forme di memoria. È il caso di Carlo Del Negro, appassionato di calcio storico e collaboratore del nostro giornale, dove attraverso le sue ricerche riporta alla luce partite, risultati, protagonisti e curiosità legati al calcio di un tempo. Carlo è la firma della seguitissima rubrica «Calcio storico», una finestra dedicata alla memoria sportiva di Trani, attraverso la quale riemergono storie, nomi e partite che appartengono al passato calcistico della città.
La sua non è una semplice passione per il pallone. È soprattutto il desiderio di conservare e raccontare una parte della storia sportiva della città, recuperando dagli archivi e dalla memoria collettiva episodi che rischierebbero di andare perduti. Date, formazioni, risultati, nomi di calciatori e vecchie sfide diventano così tasselli di un racconto più ampio. Dietro ogni partita c'è infatti un'epoca, ci sono persone, luoghi e ricordi che appartengono alla storia di intere generazioni.
Ed è proprio questo il valore del lavoro di Del Negro: riportare nel presente il calcio di ieri, quello vissuto sugli spalti, nelle discussioni tra tifosi e nelle domeniche trascorse allo stadio. Un calcio fatto certamente di risultati, ma soprattutto di appartenenza. Attraverso le sue ricostruzioni, una vecchia partita torna a vivere. Un risultato dimenticato riacquista un significato, un nome torna a essere ricordato, una sfida di decenni fa può diventare l'occasione per raccontare una Trani diversa, ma ancora riconoscibile nella passione per il calcio.
«Ho sempre avuto, fin da piccolo la passione per il calcio ed in particolare per quello storico – spiega Carlo Del Negro - fin da bambino mi piaceva ascoltare i racconti di mio padre, tifoso del Trani, che mi raccontava aneddoti e retroscena, ai più sconosciuti.
Queste storie mi affascinavano, perché sapevano di avventura, di coraggio, di eroismo. Negli ultimi anni, il calcio moderno, ha contribuito ad accentuare ancora di più questa mia passione, poiché il calcio attuale ha perso quel fascino che lo ha contraddistinto rispetto ad altri sport, rendendolo lo sport più popolare al mondo. A pochi anni dal centenario della fondazione del Trani rievocare le gesta dei calciatori che hanno indossato la gloriosa maglia del Trani e delle storie che vi ruotano intorno, non è solo un fatto anacronistico o nostalgico, ma è la fotografia di uno spaccato sociale, che induce il lettore ad una personale riflessione ed ha “sbloccare ricordi”, come dicono quelli bravi, ormai lontani e sopiti. O quanto meno ci provo – conclude Del Negro».
Una passione personale che diventa patrimonio condiviso e che, attraverso le pagine del Giornale di Trani, permette anche alle nuove generazioni di conoscere le storie sportive che hanno accompagnato la città nel corso degli anni. Perché il calcio non è fatto soltanto di novanta minuti. A volte continua a vivere molto più a lungo: nei ricordi di chi c'era e nelle parole di chi, come Carlo Del Negro, quei ricordi continua a cercarli, ricostruirli e raccontarli.
