Prestiti a tassi d’interesse fino al 1.260 per cento annuo, minacce e violenze per ottenere la restituzione del denaro. È quanto emerge da un’indagine della Procura di Trani che ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari, tre in carcere e una ai domiciliari, e al sequestro di beni, disponibilità finanziarie e quote societarie per oltre 700.000 euro.
Secondo l’ipotesi accusatoria, tre persone avrebbero organizzato un sistema di prestiti usurari ai danni di persone affette da ludopatia e piccoli imprenditori in difficoltà economiche. Le somme, comprese tra 1.000 e 80.000 euro per le attività imprenditoriali, sarebbero state concesse con interessi annui tra il 60 e il 1.260 per cento. In alcuni casi sarebbero state utilizzate minacce e percosse, mentre una vittima sarebbe stata costretta a firmare un preliminare di vendita della propria abitazione a favore di un prestanome.
Le indagini della Guardia di finanza avrebbero inoltre ricostruito il ricorso a prestanome per intestare immobili e quote di tre società, attive nei settori delle costruzioni e del commercio di autoveicoli, continuando a gestirle di fatto e reimpiegando denaro di provenienza illecita.
Le persone complessivamente indagate sono quattordici. Oltre alle ipotesi di usura ed estorsione, vengono contestati, a vario titolo, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e abusiva attività finanziaria. Quattro indagati rispondono anche di favoreggiamento. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata in via definitiva.
