In via Mucci, agricoltori, autotrasportatori e produttori si sono ritrovati per accendere i riflettori sulle difficoltà che attraversano il comparto agricolo e sui rincari che pesano sull’intero sistema produttivo. Il presidio, pacifico e organizzato senza bloccare il traffico, è un primo segnale di una mobilitazione che punta a ottenere risposte concrete dalle istituzioni.
Al centro della vertenza c’è soprattutto il futuro della campagna olivicola, ormai alle porte. Per molti produttori, il costo della raccolta rischia di superare i ricavi, rendendo economicamente insostenibile il lavoro nei campi. Una prospettiva che emerge con forza dalle testimonianze raccolte durante la manifestazione.
«Andare a raccogliere vuol dire fallire», denuncia Carlo Nuzzolese, tra i promotori dell’iniziativa, sottolineando la partecipazione registrata nonostante le condizioni meteorologiche avverse. «Dopo 50 anni siamo riusciti a ottenere così tanta gente, così tanta agricoltura e trasporti per strada». Per Nuzzolese, la presenza in via Andria dimostra che l’agricoltura tranese esiste e chiede di essere ascoltata. L’obiettivo è coinvolgere anche le città vicine, nella consapevolezza che soltanto un’azione condivisa possa dare maggiore forza alle richieste.
Tra le voci della protesta c’è Giuseppe Mastrototaro, imprenditore agricolo ed ex consigliere comunale, titolare di un’azienda olivicola. Le criticità, spiega, non riguardano soltanto il prezzo di vendita del prodotto, ma anche le problematiche ambientali e fitosanitarie e la carenza di manodopera, fattori che rendono sempre più difficile portare avanti la produzione.
A pesare è anche l’incertezza sui ricavi, a fronte di costi che continuano a crescere. Mastrototaro richiama inoltre la necessità di dare maggiore rappresentanza alle specificità economiche della Bat, coinvolgendo le amministrazioni locali e la politica affinché le istanze del territorio arrivino ai tavoli decisionali.
Il quadro descritto da Corrado Capece Minutolo, rappresentante di Villa Schinosa, è altrettanto preoccupante. Secondo il produttore, il prezzo dell’olio non sarebbe sufficiente a coprire neppure la metà delle spese necessarie alla gestione di un oliveto. A questo si aggiungono i rincari del gasolio e dei trattamenti fitosanitari, che incidono pesantemente sui bilanci aziendali.
Nei giorni precedenti, i rappresentanti delle categorie erano stati ricevuti dal sindaco, che si è impegnato a portare le loro istanze nelle sedi istituzionali competenti. La presenza del primo cittadino al presidio è stata accolta positivamente dai manifestanti, che chiedono ora un impegno più ampio e risposte operative.Il messaggio che arriva da via Andria è chiaro: la crisi dell'agricoltura non può essere considerata una questione limitata alle aziende, perché riguarda l'intera filiera alimentare. «Dall'agricoltura si mangia», ricorda Capece Minutolo. Ed è proprio da qui che nasce l'appello a fare fronte comune, prima che i costi rendano impossibile raccogliere i frutti del lavoro di un'intera stagione.












