Un servizio dal costo effettivo opaco e indeterminato, continuamente suscettibile di aumenti a “piacere” dell’Azienda e puntualmente assecondato dal Comune di Trani. È questo il quadro sconfortante che emerge dall’analisi delle recenti determinazioni dirigenziali e dalla gestione economica del servizio di igiene urbana affidato ad AMIU S.p.A.
Una determina che certifica l'incertezza: si paga "salvo conguaglio".
L’ultima determinazione dell'Area Urbanistica ed Ambiente, relativa all'assunzione dell'impegno di spesa per la revisione del corrispettivo 2026, evidenzia plasticamente la totale mancanza di controllo e di certezza sui conti pubblici.
Con questo atto, il Comune impegna 268.582,00 euro per la revisione del corrispettivo del servizio di igiene urbana per il 2026.
La determina non entra minimamente nel merito, non si spiega la legittimità della pretesa né la correttezza del calcolo, adducendo come unica giustificazione la presenza di una residua disponibilità finanziaria sul Capitolo di Spesa 1827 del Bilancio 2026. Ma la mera capienza di bilancio non costituisce una motivazione per elargire denaro pubblico.
A rendere la situazione paradossale è la formula usata nell'atto, si impegna la somma “salvo conguaglio”, ammettendo implicitamente che persino questo esborso potrebbe non bastare.
Un'escalation di richieste senza fine.
Questo ennesimo impegno di spesa non è un episodio isolato, ma si inserisce in una scia ininterrotta di richieste di risorse extra che negli anni hanno fatto lievitare i costi fuori da ogni controllo. Oltre al costo base del servizio — che per il solo 2026 supererà i 12,5 milioni di euro destinati a gravare direttamente sulle bollette TARI —, si assiste a un continuo e sistematico riconoscimento a posteriori di somme aggiuntive:
268.582,00 € per la revisione corrispettivi 2026 (appena impegnati "salvo conguaglio");
266.908,79 € per revisioni corrispettivi 2022-2023;
362.896,16 € per passività pregresse del periodo 2013-2017;
390.929,20 € per rimborsi costi 2024;
362.896,19 € per costi extra legati al conferimento dei rifiuti;
90.000,00 € per servizi di igiene urbana del 2023;
826.757,04 € integrativi riferiti all'anno 2021.
A questo quadro si aggiunge l'ombra dei circa 10 milioni di euro prelevati dal fondo di post-gestione della discarica, non ancora contabilizzati nel bilancio comunale. Questa modalità procedurale — basata su proroghe continue e rimborsi a posteriori — rischia di generare gravi irregolarità contabili.
Il doppio danno ai contribuenti e il nodo dell'evasione TARI.
I cittadini di Trani si trovano così a pagare due volte, una prima volta attraverso la TARI, destinata inevitabilmente ad aumentare, e una seconda volta attraverso le risorse del bilancio comunale distolte da altri servizi essenziali.
In questo contesto si inseriscono le recenti dichiarazioni del Sindaco (apparse su TraniViva), secondo cui l'evasione della TARI contribuirebbe ad alzare le tariffe a carico dei contribuenti virtuosi. Di fronte al preannunciato recupero di oltre 720 mila euro di evasione, la domanda sorge spontanea: queste somme serviranno realmente a ridurre le tariffe TARI per i cittadini che hanno sempre pagato, oppure verranno trattenute dal Comune ed elargite nuovamente ad AMIU per coprire l'ennesimo conguaglio o buco di bilancio?
Al Sindaco Galiano chiediamo trasparenza immediata e un'inversione di rotta sulla gestione dei conti dell'igiene urbana a tutela dei cittadini.
Una determina che certifica l'incertezza: si paga "salvo conguaglio".
L’ultima determinazione dell'Area Urbanistica ed Ambiente, relativa all'assunzione dell'impegno di spesa per la revisione del corrispettivo 2026, evidenzia plasticamente la totale mancanza di controllo e di certezza sui conti pubblici.
Con questo atto, il Comune impegna 268.582,00 euro per la revisione del corrispettivo del servizio di igiene urbana per il 2026.
La determina non entra minimamente nel merito, non si spiega la legittimità della pretesa né la correttezza del calcolo, adducendo come unica giustificazione la presenza di una residua disponibilità finanziaria sul Capitolo di Spesa 1827 del Bilancio 2026. Ma la mera capienza di bilancio non costituisce una motivazione per elargire denaro pubblico.
A rendere la situazione paradossale è la formula usata nell'atto, si impegna la somma “salvo conguaglio”, ammettendo implicitamente che persino questo esborso potrebbe non bastare.
Un'escalation di richieste senza fine.
Questo ennesimo impegno di spesa non è un episodio isolato, ma si inserisce in una scia ininterrotta di richieste di risorse extra che negli anni hanno fatto lievitare i costi fuori da ogni controllo. Oltre al costo base del servizio — che per il solo 2026 supererà i 12,5 milioni di euro destinati a gravare direttamente sulle bollette TARI —, si assiste a un continuo e sistematico riconoscimento a posteriori di somme aggiuntive:
268.582,00 € per la revisione corrispettivi 2026 (appena impegnati "salvo conguaglio");
266.908,79 € per revisioni corrispettivi 2022-2023;
362.896,16 € per passività pregresse del periodo 2013-2017;
390.929,20 € per rimborsi costi 2024;
362.896,19 € per costi extra legati al conferimento dei rifiuti;
90.000,00 € per servizi di igiene urbana del 2023;
826.757,04 € integrativi riferiti all'anno 2021.
A questo quadro si aggiunge l'ombra dei circa 10 milioni di euro prelevati dal fondo di post-gestione della discarica, non ancora contabilizzati nel bilancio comunale. Questa modalità procedurale — basata su proroghe continue e rimborsi a posteriori — rischia di generare gravi irregolarità contabili.
Il doppio danno ai contribuenti e il nodo dell'evasione TARI.
I cittadini di Trani si trovano così a pagare due volte, una prima volta attraverso la TARI, destinata inevitabilmente ad aumentare, e una seconda volta attraverso le risorse del bilancio comunale distolte da altri servizi essenziali.
In questo contesto si inseriscono le recenti dichiarazioni del Sindaco (apparse su TraniViva), secondo cui l'evasione della TARI contribuirebbe ad alzare le tariffe a carico dei contribuenti virtuosi. Di fronte al preannunciato recupero di oltre 720 mila euro di evasione, la domanda sorge spontanea: queste somme serviranno realmente a ridurre le tariffe TARI per i cittadini che hanno sempre pagato, oppure verranno trattenute dal Comune ed elargite nuovamente ad AMIU per coprire l'ennesimo conguaglio o buco di bilancio?
Al Sindaco Galiano chiediamo trasparenza immediata e un'inversione di rotta sulla gestione dei conti dell'igiene urbana a tutela dei cittadini.
La segretaria del Movimento Guarriello, Maria Grazia Cinquepalmi
