«Non si possono ignorare la legge, i parametri di sicurezza e, soprattutto, la volontà di una comunità intera che ha deciso di difendere con le unghie e con i denti il futuro dei propri figli». È il messaggio che i genitori dell'Istituto Comprensivo "Rocca-Bovio-Palumbo-D'Annunzio" di Trani hanno recapitato al Comune di Trani, alla Provincia Bat, all'Ufficio scolastico regionale della Puglia e alla Regione Puglia, a suggello di una mobilitazione che, in pochi giorni, ha assunto i contorni di un caso cittadino.
Il dato è di quelli che non lasciano spazio a repliche: a fronte di una popolazione scolastica di 1170 alunni, le firme raccolte dai genitori sono già 1182, un numero superiore allo stesso totale degli iscritti e destinato a crescere ulteriormente, viste le sottoscrizioni che continuano ad arrivare senza sosta da parte delle famiglie. Il pacchetto è stato formalmente trasmesso nelle ultime ore agli enti competenti, a corredo di un documento di indirizzo che riassume la posizione della comunità scolastica.
Alla base della protesta c'è l'ipotesi di scorporo del plesso "Giustina Rocca", prevista da un piano comunale di dimensionamento scolastico pensato per rientrare nei tetti massimi fissati con una delibera dalla Giunta regionale della Puglia. Una scelta che, secondo i genitori, comprometterebbe la continuità didattica, l'indirizzo musicale dell'istituto e la rete di relazioni sociali costruita negli anni nei quartieri serviti dalla scuola, nata appena due anni fa e già affermatasi, a detta delle famiglie, a livello nazionale ed europeo.
Da qui la richiesta, netta, di ritiro immediato e stralcio totale dell'ipotesi di scorporo, insieme con l'annuncio che la mobilitazione, definita dai promotori democratica e legale, proseguirà a oltranza fino al definitivo accantonamento del provvedimento.
