Ci sono città che si possono conoscere guardando i loro monumenti. E poi ci sono città che si imparano a conoscere attraverso i loro nomi, le loro strade, le loro date e le storie delle persone che le hanno attraversate.
Per il quarto anno consecutivo tornano «Tra strade e storie… pillole di Tranesità» e «Un giorno, un anno: almanacco di Trani», le due rubriche storiche realizzate da Radio Bombo e il Giornale di Trani.
A firmarle sono Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti, protagonisti di un lavoro fatto di ricerca, passione e attenzione, con il desiderio di riportare alla luce frammenti della memoria tranese e consegnarli a chi oggi vive la città.
«Tra strade e storie» ci porta tra le vie di Trani, partendo dai nomi delle strade per riscoprire personaggi, professionisti, uomini e donne che hanno lasciato una traccia nella nostra storia. Un percorso che quest’anno assume anche un significato particolare, perché vuole essere un tributo a Giuseppe Giusto, a un anno dalla sua scomparsa, e al suo prezioso lavoro sulla toponomastica cittadina, racchiuso anche nel volume «Trani, tante strade tanta storia».
«Un giorno, un anno» parte invece dalle date per riportare alla luce avvenimenti, personaggi e ricorrenze, trasformando il calendario in una porta aperta sulla memoria.
Due rubriche diverse, ma con lo stesso desiderio: non lasciare che le storie vadano perdute. Perché dietro una targa, un nome o una data ci sono persone, vite e vicende che continuano a raccontare chi siamo.
Un lavoro quello di Alfredo e Francesco fatto con passione e sensibilità, capace di trasformare la ricerca storica in un racconto vicino, umano, comprensibile. Un modo per custodire la memoria e, allo stesso tempo, farla vivere nel presente.
Al loro fianco, Aldo Ferrante e Cinzia Montedoro, che collaborano al progetto occupandosi del montaggio e della diffusione dei contenuti.
Le rubriche sono disponibili ogni giorno sui canali radiofonici, sul sito del Giornale di Trani, sui canali social Facebook e Instagram e anche in formato podcast su Spreaker.
Perché a volte basta fermarsi davanti a una targa, leggere un nome o ricordare una data per scoprire che la storia di Trani è ancora lì, accanto a noi, e aspetta soltanto di essere raccontata.
