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Pino «nastrato» in via Martiri, nuovo segnale di emergenza irrisolta

Un albero di pino, visibilmente inclinato verso la sede stradale, è stato nastrato dalla Polizia locale in via Martiri di Palermo, nei pressi dello svincolo per la Ss16bis. Non si sa con precisione quando sia avvenuto il sopralluogo degli agenti, né se il nastro segni l'anticamera di un abbattimento o rappresenti, per il momento, soltanto un presidio simbolico a tutela della pubblica incolumità. Una cosa, però, è certa: quella striscia di plastica colorata è l'ennesima fotografia di un problema che questa città non riesce a risolvere da almeno dieci anni.

LO SCENARIO

Via Martiri di Palermo è l'arteria principale del quartiere di Capirro e Turisana, un vero e proprio corso fiancheggiato da file di pini che nel tempo hanno trasformato quello che avrebbe dovuto essere un viale alberato in una fonte di rischi costanti. Le radici hanno sollevato marciapiedi e piste ciclabili, queste ultime già dichiarate ufficialmente inagibili e presidiate da reti da cantiere in polietilene - molte delle quali già cadute - collocate dalla Polizia locale per inibirne l'uso. La sede stradale è stata a sua volta interessata da scavi ripetuti da parte di operatori economici che hanno allacciato le numerose ville sorte negli ultimi anni alla rete dei servizi, aggravando ulteriormente una situazione già compromessa.

L'INTERROGAZIONE DI CENTRONE

A gennaio, il consigliere Michele Centrone, capogruppo della lista Filiberto Palumbo sindaco, aveva presentato un'interrogazione al sindaco, all'assessore ai lavori pubblici e al dirigente dell'Area lavori pubblici, portando all'attenzione dell'assemblea consiliare lo stato di degrado dell'arteria. Centrone aveva ricordato come a fine 2023, nel tratto finale della medesima via, fossero stati abbattuti cinque grandi pini «all'apparenza in ottimo stato di salute», mentre nel 2025, dopo ripetuti solleciti, si fosse proceduto soltanto a una potatura che il consigliere aveva definito «errata ed inutile», poiché - aveva spiegato - «ripetuta nel tempo indebolisce la pianta, la rende insicura e ne altera la forma naturale, con conseguente instabilità e rischio di caduta dell'arbusto».

Centrone aveva inoltre chiesto all'amministrazione di chiarire le ragioni del taglio dei cinque pini, di illustrare gli interventi previsti per la messa in sicurezza della zona e di indicare tempi e modalità per restituire alla strada, ai marciapiedi e alle piste ciclabili condizioni di fruibilità e sicurezza.

IL QUESTIONARIO DEI RESIDENTI

Nel frattempo, i cittadini del quartiere si erano già espressi attraverso un questionario circolato su un gruppo WhatsApp: a larga maggioranza avevano manifestato la propria disponibilità alla sostituzione dei pini con nuove piante, a condizione che fossero in pari numero, già adulte e non destinate a replicare i medesimi problemi alla pavimentazione e alla sede stradale. Nessuno aveva optato per il mantenimento dello status quo.

IL NASTRO E LE DOMANDE SENZA RISPOSTA

Il pino nastrato di questi giorni riporta tutto al punto di partenza. Non è dato sapere se l'albero verrà abbattuto, se si attende una perizia tecnica o se il nastro sia destinato a restare lì, monito silenzioso e inutile, come le reti da cantiere che presidiano le ciclabili. Le domande di Centrone attendono ancora risposta. I residenti attendono ancora un piano. La strada attende ancora un futuro.


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