Questa sera, venerdì 19 maggio, dalel 18, con partenza dal santuario di via Andria, si terrà la processione in onore della Madonna dell'Apparizione, prevista lo scorso 15 maggio ma rinviata ad oggi causa maltempo. Di seguito, lo scritto di Alfredo Cavalieri da noi ospitato sull'ultimo numero del Giornale di Trani.
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Un dipinto tanto caro alla popolazione tranese è datato 1509. L’opera, presente nell’Aula Capitolare, è ricordo di un avvenimento prodigioso. L'autore nella parte centrale rappresenta la Madonna che, con fare soave e maestoso, copre col suo manto alcuni santi invocati contro la peste. Essi sono: San Cosma, San Nicola il Pellegrino, San Sebastiano, San Redento, San Rocco e San Damiano. In basso a sinistra è presente il medico Pascariello Macchia. Al centro una dicitura in latino, sunto dell’accaduto.
Verso la fine del 1400 infatti, in città la peste miete centinaia di vittime. Un dottore è intento a fuggire verso la vicina Andria. Nel mentre, egli sosta davanti ad una edicola rupestre. Immediatamente la manifestazione divina: Maria Ss. ammonisce ed invita lui a tornare indietro. Non solo. Lei stessa incoraggia il Macchia a salvare gli appestati, segnando la fronte dei malati col segno della croce, usando il pollice intinto nella sua saliva. La salvezza perviene nell’area urbana, tanto che il male scompare completamente.
Sul luogo della visione viene edificata una chiesa dedicata al Ss. Crocifisso. Negli anni il tempio consacrato subisce momenti di fioritura ed altri di dimenticanza. Sin quando con la venuta del ‘900 la svolta. Di scelta collegiale, il Capitolo Cattedrale nomina il Can. D. Natale Bassi rettore della chiesa in considerazione, assistito dal Can. D. Giuseppe Rossi. E’ proprio grazie all’impegno di quest’ultimo che, col suo modo di fare gentile ed accogliente, i fedeli si sentono accolti. Viene a crearsi un gruppo di preghiera spontaneo. Nell’incontrarsi, le adunanze portano a pregare assieme il santo rosario. In data 4 dicembre ’11, Don Rossi da vita ad una associazione non riconosciuta dalla Curia: la “Pia Unione dell’Immacolata”. L’anno seguente l’Arcivescovo Francesco P. Carrano la scioglie per incomprensioni tra fedeli e padre spirituale. Tuttavia è proprio il 1912 un anno di grazia. Con approvazione curiale, viene rifondata l’associazione di cui prima.
Inoltre, Don Peppino, così chiamato fraternamente, avverte di dare una svolta al culto di Maria. Per meglio diffondere la devozione mariana, propone la realizzazione di una statua della Madonna, prendendo spunto dall’antico quadro. Con placet del 28 aprile ‘12, i sacerdoti capitolari approvano l’idea. Il lavoro è commissionato presso il laboratorio di Giuseppe Manzo, rinomato maestro della cartapesta leccese. Completati i lavori, in città i festeggiamenti. Il simulacro viene condotto in Cattedrale. Il 9 ottobre dello stesso anno, alle ore 17, la “svelatio” del complesso scultoreo. Il medico è in ginocchio innanzi alla Santissima. Benedetta l’opera hanno inizio giorni di liturgie, predicate dal domenicano P. Giacinto Mazzetti. Le funzioni si concludono il 13, con la processione di rientro sino alla rettoria di via Andria, tra ali di folla cristiana.
Successivamente alla missione di Don Giuseppe, gli succede il Can. Mons. Nicola Altobello. Egli fonda due realtà riconosciute: l’Associazione Mariana delle Devote (2/4/1940); la Confraternita (9/6/1946). Sotto il suo rettorato, l’Arcivescovo Petronelli eleva a Santuario Diocesano Mariano la chiesa. Con raccolta di elemosine, nel ’52 il luogo liturgico viene letteralmente ampliato, prolungandolo. Si crea un’abside maggiore. Un altro evento di giubilo avviene nel 1955. Don Nicolino, così chiamato affettuosamente, sente di meglio onorare la scultura mariana, incoronandola. Viene inviata richiesta dell’Arcivescovado al Capitolo Vaticano, preposto alle incoronazioni delle effigi sacre. Il 21 marzo ’55 i capitolari romani si riuniscono ed acconsentono il rito. L’autorizzazione perviene il 31 dello stesso mese, per mano del Card. Federico Tedeschini. Essa autorizza l’Arcivescovo di Trani ad incoronare il capo della Madre di Dio, scrivendo al pastore tranese “…nel giorno che vorrai e con rito assai solenne”. L’imponente momento si svolge nella monumentale chiesa di San Domenico, essendo la Cattedrale chiusa per lavori di “restauro”, distruttivi più che conservativi. Il 15 giugno l’Arcivescovo Frà Reginaldo Addazi onora il capo della Vergine Maria con una preziosa corona di oro. A seguire si snoda la processione verso il Santuario a lei dedicato, scortata alla presenza del Capitolo Metropolitano. Due eventi più recenti hanno dato lustro al culto della Madre di Dio in città. L’incoronazione del 2005 riproposta in Basilica, per mano del Card. José Saraiva Martins ed il I° Centenario della realizzazione delle due statue sacre (2012).
L’indissolubile fede presente nel cuore dei tranesi, è sostenuta dal richiamo dalla devozione verso la Madonna. Essa è un pegno incancellabile. Sotto vari titoli ella è venerata in paese. Col titolo dell’Apparizione però, i tranesi si avvalgono di una singolarità del tutto speciale. E’ un titolo unico al mondo. Ogni anno, il 15 maggio, nel medico l’intera popolazione si rivede, si ripropone, si umilia; nella Donna che tende le mani c’è l’abbraccio, l’accettazione, l’intercessione nei riguardi del paese tutto. Trani può ben vantarsi di essere sotto il manto che la protegge e la porta al cuore di Dio. Nessun morbo potrà mai snaturare questo legame che è presenza spirituale e, oseremmo dire, familiare. Noi, “Città di Maria” con decreto del 1934, ancora una volta siamo invitati ad intonare l’inno scritto dal Can. Maggi: “Di Trani, tu sei celeste patrona, tuoi figli noi siamo, amore ci dona!”.
Alfredo Cavalieri
