“Aspettati una poesia: qualcuno, da qualche parte, ti scriverà”. C’è un gesto che avevamo dimenticato: prendere carta e penna, cercare le parole, piegare un foglio e affidarlo a qualcuno. Giuseppe Laurora, presidente dell’associazione culturale L’Ebanista di Trani, vuole riportarlo in vita. Il nome dell’iniziativa è semplice, il significato no: far tornare le persone a scriversi lettere. Che sia una poesia intera o una frase sola, non importa. Conta l’atto.
Il senso dell’iniziativa
Viviamo di messaggi che spariscono. Stories di 24 ore, chat che scivolano via, vocali da 8 secondi. La lettera è l’opposto: chiede tempo, impone scelta, lascia traccia. Laurora, anche con la sua sigla ISIM, parte da un’idea artigiana della comunicazione. L’Ebanista lavora il legno, materia che dura. La lettera lavora le parole con la stessa logica: costruire qualcosa che resista.
Scrivere a mano rallenta il pensiero. Ti costringe a decidere cosa vuoi dire davvero. E chi riceve sente il peso di quel tempo. Una calligrafia storta, una macchia d’inchiostro, una parola cancellata: sono verità che lo schermo non trasmette. In una città come Trani, dove la pietra racconta secoli, far tornare la lettera significa riallacciare il presente a un modo antico di creare legami.
Perché proprio una poesia o una frase
Non serve essere poeti. L’invito è democratico: una strofa se ti scappa l’anima, una riga se ti basta il cuore. La poesia toglie l’alibi della “pagina bianca” perché gioca con le immagini. La frase secca toglie l’alibi del “non so scrivere” perché punta al centro. Entrambe rompono l’algoritmo della velocità.
Il sogno di Laurora è banale solo in apparenza: che un ragazzo torni a dichiararsi su carta, che due amiche lontane si scelgano un francobollo, che un nonno lasci un verso al nipote.
In un tempo che corre, fermarsi a scrivere è un atto di resistenza gentile. E forse l’unico modo per ricordarci che le parole, quando le scegli e le incidi, pesano più di mille notifiche.
Si comincia da qui:
𝘏𝘢𝘪 𝘨𝘭𝘪 𝘰𝘤𝘤𝘩𝘪 𝘭𝘶𝘤𝘪𝘥𝘪 𝘭𝘪 𝘷𝘦𝘥𝘰
𝘚𝘢𝘳𝘢̀ 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘮𝘦𝘭𝘰𝘥𝘪𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘧𝘳𝘦𝘲𝘶𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘵𝘰 𝘢𝘴𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢𝘯𝘥𝘰
𝘓𝘢 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘶
𝘊𝘰𝘴𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘪 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘢𝘯𝘥𝘰 ?
𝘈𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘴𝘵𝘶𝘱𝘪𝘥𝘪 𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘨𝘦𝘵𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘷𝘪𝘢 𝘪𝘯𝘶𝘵𝘪𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦
𝘊𝘰𝘮𝘦 𝘤𝘪 𝘴𝘢𝘭𝘷𝘦𝘳𝘦𝘮𝘰 ?
𝘕𝘰𝘯 𝘭𝘰 𝘴𝘰
𝘐𝘰 𝘴𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘯𝘰𝘵𝘵𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘨𝘰 𝘢𝘧𝘧𝘪𝘯𝘤𝘩𝘦́ 𝘋𝘐𝘖 𝘤𝘪 𝘪𝘭𝘭𝘶𝘮𝘪𝘯𝘪
𝘐 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘳𝘪 𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘶𝘮𝘪 𝘭’𝘢𝘮𝘪𝘤𝘪𝘻𝘪𝘢 𝘭𝘢 𝘧𝘪𝘥𝘶𝘤𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘦𝘳𝘢𝘷𝘢𝘮𝘰 𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘪
𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘯𝘪 𝘪𝘯 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘣𝘦𝘢𝘵𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘷𝘪𝘯𝘦𝘻𝘻𝘢
𝘷𝘰𝘳𝘳𝘦𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘴𝘴𝘦𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘰𝘯𝘰 𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘯𝘦 𝘴𝘰𝘳𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘯𝘦 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘪 𝘯𝘦 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘪 𝘷𝘰𝘳𝘳𝘦𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘴𝘢𝘱𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘪 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘧𝘳𝘢𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘴𝘰𝘳𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘪 𝘦 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘦 𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘪𝘵𝘰
𝘋𝘐𝘖 𝘤𝘪 𝘩𝘢 𝘥𝘰𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘴𝘢𝘱𝘱𝘪𝘢𝘮𝘰𝘭𝘰 𝘨𝘶𝘢𝘳𝘪𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘰
𝘊𝘰𝘮𝘦?
𝘔𝘪 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘦
𝘉𝘢𝘴𝘵𝘢 𝘥𝘢𝘷𝘷𝘦𝘳𝘰 𝘱𝘰𝘤𝘰 𝘢𝘯𝘻𝘪 𝘱𝘰𝘤𝘩𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘰
𝘈𝘮𝘢𝘯𝘥𝘰𝘤𝘪
𝘌 𝘢𝘮𝘢𝘯𝘥𝘰𝘤𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘢𝘭𝘷𝘦𝘳𝘦𝘮𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰
𝘚𝘢𝘭𝘷𝘦𝘳𝘦𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘪 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘪
𝘚𝘢𝘭𝘷𝘦𝘳𝘦𝘮𝘰 𝘋𝘐𝘖
𝘐 𝘴𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪
𝘓𝘦 𝘭𝘢𝘤𝘳𝘪𝘮𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘢𝘥𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘴𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘥𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘪𝘢
𝘎𝘳𝘪𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰𝘭𝘰
𝘎𝘳𝘪𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰𝘭𝘰 𝘪𝘯𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦
𝘊𝘰𝘴𝘢 𝘷𝘶𝘰𝘪 𝘨𝘳𝘪𝘥𝘢𝘳𝘦?
𝘛𝘪 𝘢𝘮𝘰
𝘛𝘪 𝘢𝘮𝘰
𝘛𝘪 𝘢𝘮𝘦𝘳𝘰̀ 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 ...
