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Concessione ex chiesa Sant'Antonio, assoluzione piena per Bottaro ed altri due

Il Tribunale di Trani ha pronunciato una sentenza di assoluzione con formula piena - il fatto non sussiste - nei confronti del sindaco Amedeo Bottaro, del responsabile dell'avvocatura Michele Capurso e dell'ex dirigente del patrimonio Giovanni Didonna. Si conclude così il processo riguardante la concessione della chiesa sconsacrata di Sant'Antonio Abate, destinata ad attività di ristorazione. Gli imputati, assistiti dai legali Bepi Maralfa (i primi due) e Antonio Florio, dovevano rispondere dell'accusa di concorso in falso ideologico.

La vicenda giudiziaria aveva già visto l'archiviazione della posizione del concessionario in seguito all'abrogazione del reato di abuso d'ufficio. Per quanto riguarda il falso ideologico, il pubblico ministero aveva ipotizzato la prescrizione previa derubricazione del reato, ma il collegio giudicante ha accolto la tesi delle difese che puntavano al proscioglimento nel merito.

Al centro della disputa vi era una delibera di giunta del settembre 2016 relativa a un debito di 191.000 euro, dal quale erano stati stornati 60.000 euro a titolo di compensazione per lavori di rifacimento del solaio eseguiti dalla società. Secondo la ricostruzione difensiva, l'atto era stato predisposto dal dirigente il 14 giugno 2016, ovvero prima che diventasse definitiva la sentenza civile che obbligava il privato al pagamento integrale dei canoni. «Il dirigente ha redatto il documento prima del giudicato - hanno spiegato i legali - allo scopo di prevenire i rischi legati all'esito del contenzioso».

La giunta comunale avrebbe poi approvato il provvedimento ignorando che, nel frattempo, la sentenza del Tribunale fosse diventata esecutiva a fine luglio. I giudici hanno dunque ritenuto valide le argomentazioni proposte dai difensori dei tre indagati. Il deposito delle motivazioni della sentenza è atteso entro i prossimi novanta giorni.