La giornata organizzata dal D.U.C. (Distretto Urbano del Commercio) a Trani è stata intensa e ricca di spunti per immaginare le politiche di sviluppo del commercio della città grazie al DSC, il Documento strategico del commercio, risultando il primo Comune a consegnare il documento, con dati sui locali sfitti e la desertificazione commerciale, una sorta di documento interattivo ricco di istanze e idee provenienti dal territorio stesso, uno strumento pratico per coinvolgere tutti gli operatori, testimoni di un momento di profonda trasformazione. Sono 1.874 gli spazi rilevati al piano terra, per un totale di 3.305 vetrine disponibili, di cui più di 1/3 sono spazi attivi al piano terra che trainano l’offerta commerciale in città, seguita dalla percentuale delle attività di somministrazione (bar e ristoranti) al 24%. Gli spazi sfitti, dismessi e sottoutilizzati, corrispondono ad oltre 31%.
“Il negozio di vicinato ha la possibilità di trovare un’ancora di salvezza nella logistica, il micro commercio può vivere in una città ordinata, sotto il punto di vista del traffico, dei parcheggi, delle zone pedonalizzate. Il dato sulla desertificazione, pur essendo centrale, arriva da scelte infelici fatte in passato, e nel DSC abbiamo provato ad inserire soluzioni a breve, medio e lungo termine soprattutto per e zone della città”, dichiara Raffaele M. Landriscina, manager del D.U.C. e direttore di Confesercenti Bat. E prosegue: “parlo ad esempio di zone molto vissute come il quadrilatero che dall’ex Supercinema arriva in villa comunale, area densamente abitata ma completamente priva di attività commerciali; la zona del quartiere ebraico e ancora la zona che da piazza Gradenigo arriva in via Cambio per poi approdare a piazza Marconi, queste tre aree potrebbero essere un esperimento pilota per coniugare start up giovanili e botteghe artigianali di vario genere, un modello certamente replicabile”.
Amedeo Bottaro, sindaco della Città di Trani, esprime un sincero ringraziamento allo staff del Duc: “ringrazio tutta la squadra che ha lavorato al DSC, questo è il secondo documento che visiono durante il mio mandato ed è uno strumento importate per lavorare in modo mirato sul problema della desertificazione commerciale del centro storico. In una città che fa del turismo la sua più grande risorsa, questo lavoro porta ad un doppio risultato: aiutare il commercio cittadino e lo sviluppo turistico.” Il Sindaco aggiunge: “in undici anni ho visto cambiare profondamente il volto del commercio nella città che ho amministrato. Inoltre, aver vissuto per oltre vent’anni nel centro storico, mi ha dato la possibilità di comprendere potenzialità e difetti di quella zona. A Trani abbiamo un grande vantaggio, il nostro centro storico non è abbandonato ma vivo e abitato, a differenza di altre città, ma non sappiamo ancora per quanto. Per scongiurare la trasformazione dei centri storici in villaggi turistici è necessario lavorare su idee chiare, aiutando lo sviluppo turistico evitando di far fuggire i residenti migliorandone la qualità di vita, in sinergia con la creazione di botteghe per scongiurare la desertificazione.
Maria Antonietta Curci, architetto responsabile dell’ufficio Duc di Confcommercio Bari e Bat, analizza così i risultati emersi dallo studio: “Il DSC ha evidenziato criticità del commercio e del turismo, il documento racconta in modo puntuale la desertificazione delle attività commerciali, comune a tanti Assistiamo ad una trasformazione incredibile sociale ed economica, elemento fondamentale per la qualità della vita dei cittadini, presidio e dunque sicurezza degli spazi urbani, i negozi di vicinato creano reti umane, non solo commerciali”.
Scongiurare la criticità maggiore del turismo, che influisce inevitabilmente anche sul commercio, è la nuova economia data dal turismo dei bed and breakfast e delle attività di ristorazione che occupano locali sfitti creando movida, spingendo i cittadini a spostarsi fuori dal centro. Il DSC è dunque un’importante opportunità per costruire nuove strategie grazie alle quali istituzioni, imprese e associazioni di categoria potranno studiare servono a mare centro del turismo e presidio economico. Un documento importante da cui ripartire per lavora alla rinascita dei tesori di cui l’Italia è piena, centri storici da preservare e custodire con forza e impegno, di cui la Puglia è indiscussa protagonista per varietà ed esclusività e di cui Trani è vero vessillo, con lo scenario unico della cattedrale affacciata sul mare, una rarità che deve essere accompagnata dal supporto del commercio di prossimità in città per avere un interesse turistico solido e proiettato nel futuro.
Alessandro Capone, assessore del comune di Trani, esaminando il documento afferma: “lo stretto legame tra le varie attività tranesi a vocazione turistica, esercizi commerciali, di vicinato, artigianali e di somministrazione, formano l’identità del nostro territorio. Il Dsc è stato uno studio importante che ci ha impegnato nell’ultimo anno e mezzo e, grazie al co-finanziamento della Regione Puglia, ci ha permesso di studiare il fenomeno della desertificazione del centro storico, per approfondirne cause e concause e studiare piani urbanistici di logistica sostenibile.
Luca Tamini, professore e architetto del dipartimento architettura e studi urbani al Politecnico di Milano spiega: “mobilità e abitudini commerciali stanno cambiando il volto del commercio e lo vediamo dal mercato della grande distribuzione americana, ora profondamente in crisi. In una città come Trani ci sono diverse strategie per valorizzare il commercio di prossimità: polifunzionalità dei tessuti urbani, qualità dell’abitare meno polarizzata, gravitazione dell’utenza alla scala minuta delle reti, pedonalizzazione. Elementi utilizzati con successo nel modello messo in atto dalla città di Bergamo che ha saputo valorizzare le sue risorse e intercettare bisogni e desideri dei cittadini, con dati che hanno premiato l’intuizione delle istituzioni”. Il pianificatore Giorgio Limonta prosegue l’analisi: “abbiamo evidenziato quanto il fenomeno della desertificazione sia concentrato in contesti che evidenziano criticità specifiche, come condizioni strutturali di contesto su cui bisogna agire con politiche del distretto e urbanistiche a breve termine con attività di sostegno come contributi economici, e a lungo termine con interventi strutturali quali la pedonalizzazione di alcune aree e il rifacimento di piazze e spazi pubblici”.
Daniela Silvestri, presente per conto dell’assessorato della Regione Puglia per la promozione del commercio, artigianato e imprese della Regione Puglia, fornisce alcuni dati: “in totale in Puglia sono presenti 81 distretti per 134 comuni, con una copertura del 52% del territorio. I distretti che hanno saputo aggregarsi sono una strategia su cui puntare. Ambiti territoriali ottimali, in cui il lavoro in sinergia porta benefici per tutti. La desertificazione si tocca con mano, non è solo una ferita economica ma urbanistica e di sicurezza. La Regione crede nello sviluppo del territorio e il commercio ha un valore di socialità, è necessario puntare su microstrategie che abbinano il commercio al turismo e cultura come Gallipoli e Alberobello, due esempi virtuosi, con la formula aggregativa hanno portato beneficio all’intero territorio”.
Agostino Ciciriello, del team di tecnici che ha supervisionato la redazione del DSC, illustrando il documento dichiara: “la sfida è stata quella di provare a far diventare il Dsc un documento multidisciplinare. Il contesto di Trani è fortemente vocato al turismo, la sostenibilità è un tema di interesse non solo ambientale ma interessante per chi ogni giorno vive la quotidianità della città”.
A seguire, il confronto tra i cinque candidati sindaco al Comune di Trani Sebastiano De Feudis, Marco Galiano, Angelo Guarriello, Giacomo Marinaro e Angela Mercorio, che hanno risposto agli spunti forniti dal DSC e proposto le proprie idee per scongiurare la desertificazione commerciale e rianimare il commercio di prossimità, durante la tavola rotonda moderata da Maria Antonietta Curci, e introdotta dai saluti del Sindaco Bottaro con un focus particolare sulla distribuzione commerciale e il distretto urbano del commercio della città a cura del manager DUC Raffaele M. Landriscina. Di seguito le dichiarazioni più importanti emerse dal dibattito tra i cinque candidati.
Guarriello: “meno burocrazia e incentivi (come azzeramento IMU) per favorire nuove attività e riuso dei locali sfitti. Il centro storico deve tornare centrale, valorizzando i residenti e superando un’economia basata solo su porto e ristorazione, puntando su turismo di qualità. Fondamentali viabilità e ZTL flessibile, con parcheggi periferici collegati da navette”.
Mercorio: “commercio, turismo e viabilità vanno integrati per contrastare la desertificazione, causata da affitti alti, tasse e e-commerce. Serve recuperare l’identità di Trani puntando su turismo di qualità. Proposte: uso di immobili comunali per coworking e servizi, sostegno a chi non può permettersi affitti, centro storico più curato e vivibile, equilibrio tra residenti e attività, e sviluppo di un porto turistico oltre la sola ristorazione”.
Galiano: “la desertificazione deriva da errori passati e problemi di mobilità, soprattutto parcheggi. Servono incentivi agli affitti, sgravi fiscali, più sicurezza e spazi accessibili per giovani imprenditori. Il centro storico va rilanciato con attività di prossimità, artigianato e formazione, diventando un’esperienza per il visitatore. Obiettivo: riqualificazione, ripopolamento e completa pedonalizzazione”.
De Feudis: “soluzioni rapide contro la desertificazione coinvolgendo commercianti e guide turistiche, con incentivi all’artigianato. Necessaria semplificazione amministrativa e migliore gestione delle risorse. Criticità su alloggi inutilizzati e bassa riscossione della Tari. Sono contrario alle ZTL brevi, e favorevole alla pedonalizzazione condivisa con i commercianti”.
Marinaro: “la desertificazione è dovuta a costi elevati e problemi di mobilità, nonostante la crescita di turismo e ristorazione. Propongo una cultura a km0 diffusa nei quartieri, uso della tassa di soggiorno per servizi, supporto e formazione per imprese, più sicurezza. Favorevole a ZTL h24 e pedonalizzazione con servizi adeguati, parcheggi vicini e mobilità dolce. Necessario un piano strategico e un biglietto unico per trasporti e attrazioni.


