«Il condominio di via Malcangi 69 dovrà effettuare tutte le opere necessarie per la messa in sicurezza degli alberi di pino ancora presenti e delle aiuole rientranti nel lotto di sua competenza, al fine di salvaguardare la pubblica incolumità, entro il termine perentorio di 30 giorni, certificando con relazione tecnica di parte - redatta da un dottore agronomo o dottore forestale - l'integrità statica delle alberature esistenti».
A scriverlo è il dirigente ad interim dell'Area urbanistica, Luigi Puzziferri, che ha formalmente diffidato la società Siti ad intervenire con lavori urgenti di messa in sicurezza, a sue spese, degli alberi di pino in quel tratto di via Malcangi laddove, lo scorso 17 maggio 2023, si è verificata la caduta di uno di quelli e la rottura della fioriera antistante il condominio.
L'amministratore della Siti, la signora Maria Porro, in una nota del 19 maggio aveva puntato a dimostrare che quegli alberi non fossero condominiali ma comunali, sostenendo che l'area in cui si trovano era stata già da tempo formalmente ceduta alla pubblica amministrazione quando fu realizzato l'intervento edificatorio nel lotto compreso fra via Malcangi, via Rovigno, lungomare Cristoforo Colombo e via Palermo.
Al contrario, la figura apicale dell'Area urbanistica sostiene che «l'atto unilaterale d'obbligo richiamato dalla Siti costituisce una mera premessa di cessione mai concretizzata con atto pubblico di trasferimento della proprietà al Comune di Trani che, contrariamente a quanto sostenuto dalla società, con deliberazione di giunta del 1984 aveva accettato la pertinenza per l'allargamento di via Vittorio Malcangi, ma con la seguente specifica: "Autorizzare il sindaco ad intervenire nell'atto pubblico per la formalizzazione di detta accettazione».
Nel 1996 l'Ufficio tecnico invitava la società a formalizzare entro 30 giorni l'atto unilaterale, presso il notaio Carlo Cicolani, relativo alla cessione a titolo gratuito della pertinenza stradale di via Malcangi, circostanza che non si sarebbe verificata.
Nel 2017, come già da noi richiamato nell'immediatezza dello schianto dell'albero del 17 maggio scorso, il dirigente dell'Area lavori pubblici aveva ordinato alla società, a tutela della pubblica incolumità, l'abbattimento di un albero e la potatura drastica dei restanti.
«Alla data odierna - pone in risalto l'attuale figura apicale dell'Area urbanistica - dagli atti di questo ufficio, detta zona in cui ricadono le aiuole e gli alberi di pino oggetto e l'incidente non risulta nel patrimonio comunale, in quanto l'area non è stata mai acquisita con alcun atto notarile da parte del Comune di Trani».
Tutto questo era stato già verbalmente anticipato ieri sera in consiglio comunale dal vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ferrante, rispondendo ad alcuni interventi preliminari della minoranza.
