La politica, quella cattiva, ha la pessima abitudine di apporsi le medaglie quando le cose vanno bene e, viceversa ,di tacere quando sorgono i problemi. Mesi fa tutti tessevano le lodi del comparto manifatturiero in generale.
Ma ,nello specifico, il comparto calzaturiero, massacrato dalla pandemia, con enormi sacrifici ed esclusivamente con le sue forze si era rialzato ed aveva ricominciato a macinare lavoro. Confidando sempre nelle scelte politiche nazionali che prefiguravano scenari di grande ripresa, tanti imprenditori del nostro comparto, contraendo mutui e finanziamenti si sono indebitati con tassi variabili che oggi sono schizzati alle stelle con le ovvie e gravi problematiche economiche.
Il nostro lavoro è fatto di tempi che si alternano tra acquisto delle materie prime, produzione e vendita.
È accaduto che i prezzi delle materie prime,con l'arrivo della guerra,sono schizzati alle stelle con una velocità settimanale e ci hanno costretti a tenere fermi i prezzi di vendita ma con prezzi assurdi per le materie prime acquistate.
Ci siamo trovati quindi a vendere senza alcun ricavo.
Di conseguenza abbiamo dovuto cominciare ad aumentare i prezzi anche noi e siccome dall'oriente non arrivava merce siamo riusciti a piazzare i nostri articoli nei magazzini di vendita. Senonché la crisi economica a fatto si che la gente, dovendo ridurre le spese, ha tagliato quelle relative al vestiario e le calzature lasciando la nostra merce invenduta.
In tutto questo la politica non può rimanere a guardare, anche perché con la riapertura piena delle frontiere con l'Estremo Oriente siamo stati nuovamente invasi da prodotti scadenti e a basso costo fautori di una concorrenza sleale e che approfitta della mancanza di dazi di importazione.
In questo momento il comparto calzaturiero è completamente in ginocchio. Da parte nostra tutto quello che si poteva mettere in campo è stato messo, incluso il futuro dei nostri figli coinvolti nelle imprese e dei nostri operai.
Stavolta se la politica non si interesserà a questo problema in maniera decisa e immediata le conseguenze saranno catastrofiche ed irrimediabili.
Aspettiamo risposte concrete in grado di aiutare il nostro settore e quello manifatturiero in generale perché siamo giunti al limite.
Sappiamo bene che la politica locale poco può fare per risolvere questi problemi legati all'economia ed alle scelte strategiche nazionali ma può farsi portatrice di interessi ed esigenze presso le sedi istituzionali nazionali per far sentire la voce di una parte importante di questo paese che con i suoi sacrifici quotidiani contribuisce a mantenere il paese stesso e a dargli lustro internazionale con il "Made in Italy".
Localmente chiedo, alla parte competente dell'amministrazione, di attivarsi rapidamente per la riqualificazione di Via Papa Giovanni XXIII che negli anni ha soltanto ricevuto promesse di adeguamento e sistemazione che non sono mai avvenute.
Chi mi conosce sa che mi batto e mi batterò sempre e personalmente, affinché il lavoro di noi manifatturieri e calzaturieri sia sempre rispettato e tenuto in seria considerazione perché rappresenta un motore fondamentale dell'economia cittadina.
Felice Corraro
Consigliere Comunale Italia in Comune
