Dopo 67 anni Trani perde il Museo delle carrozze di Palazzo Telesio. Infatti, da questa mattina, i 29 esemplari che lo costituivano saranno trasferiti progressivamente al Castello di Copertino, dove rimarranno in esposizione per trent'anni a seguito di un contratto di comodato siglato tra Maurizio Telesio di Toritto (che ne rappresenta la proprietà) e la Direzione regionale dei musei.
In forza di tale accordo la titolarità delle carrozze resta in seno alla famiglia Telesio, mentre l'ente pubblico potrà favorirne la fruizione, assicurandone restauro e costante manutenzione, arricchendo così le proposte del maniero salentino di un'altra pregevole offerta.
Le 29 carrozze costituiscono la parte preponderante della collezione privata della famiglia Telesio, poiché ve ne sono altre tre che resteranno nell'androne del palazzo di loro proprietà in via San Giorgio, nei pressi della reception del Marè resort.
La collezione era presente a Trani dal 1956 per volontà dapprima di Vincenzo e poi di suo figlio Bernardino. Si tratta di carrozze, tutte di epoca ottocentesca, dei più vari modelli: di famiglia e non; da mattina; da sera; da dama; da caccia. Inoltre, divise di cocchieri e finimenti per cavalli. «L'importanza di questa collezione - come si legge nella scheda presente sul sito del Ministero della cultura - sta a dimostrare l'abilità artigianale dell'epoca e racconta la storia dei fasti signorili con autenticità e stili».
Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha confermato che «in effetti le 29 carrozze perché purtroppo - ammette il primo cittadino - non siamo stati in grado di trovare una soluzione per mantenerle sul nostro territorio. Il Comune non ha spazi idonei all'uopo e abbiamo tentato in tutti i modi, ma invano, di richiederne l'ospitalità al Polo museale della Puglia perché le carrozze fossero accolte nel Castello svevo di Trani. Spiace, però, vedere le carrozze portate a Copertino da quello stesso Ministero che non ha voluto collocarle nel castello di Trani».
La collezione del Museo delle carrozze di Trani rappresenta davvero un pezzo di storia della città. Ma il problema è che quei locali sono chiusi al pubblico da 31 anni, ed esattamente dal 1992, anno in cui Bernardino Telesio di Toritto cessò di assicurarne apertura e fruizione, che avvenivano gratuitamente senza dei veri e propri orari di accesso, ma con grande disponibilità e passione ereditate dal padre Vincenzo. E con la collaborazione dell'indimenticato Masino.
Maurizio Telesio di Toritto, figlio di Bernardino, ha provato in tutti i modi anche lui a riaprire il museo, ma si è dovuto fermare di fronte alle spese esorbitanti che, con le nuove normative, si rendevano necessarie per adeguare i locali.
Nasceva così la necessità di portare la collezione in un altro luogo della città, così che la famiglia Telesio avviò una lunga, complicata e purtroppo vana trattativa per il suo trasferimento al Castello svevo, che dal primo momento appariva come la sede più degna per dare continuità al museo. Furono dieci, lunghi anni di interlocuzioni e speranze, ma nulla da fare: locali non idonei.
Tramontata quella ipotesi, iniziarono i contatti con l'amministrazione in carica. «Altri quattro anni - spiega Maurizio Telesio di Toritto - durante i quali abbiamo chiesto almeno un rimessaggio temporaneo delle carrozze, nell'attesa che il Comune trovasse una soluzione. Purtroppo non abbiamo avuto risposta né sul rimessaggio, né sulla soluzione e così, a nostro malincuore, abbiamo dovuto valutare strade alternative: per fortuna ci si è aperta quella del Castello di Copertino, dove finalmente il nostro museo riprenderà vita. È doloroso lasciare Trani, ma ci consola il fatto che almeno questa collezione tornerà ad essere visitata, fruita e vissuta».



