Disavventura a lieto fine per un cittadino tranese ieri pomeriggio nel Presidio territoriale di assistenza di Trani. Si tratta di un utente rimasto bloccato in ascensore per oltre 15 minuti, mentre si stava recando al terzo piano dell'ex ospedale.
Nel momento in cui l'elevatore si arrestava l'uomo si accorgeva che nella cabina, alquanto piccola, non vi era alcuna luce di emergenza, che il tasto di allarme sonoro non funzionava e che, pur facendo luce con il telefonino in ogni angolo del vano, non vi era applicato alcun cartellino con impressi i contatti dell'assistenza in caso di emergenze.
Nel buio, e con la temperatura che subito diventava altissima, l'uomo cercava di richiamare l'attenzione battendo sulle porte, senza peraltro ottenere alcun risultato. Dopo lunghi, interminabili minuti, l'idea di chiamare i carabinieri con il telefonino.
Ed erano proprio loro a contattare il plesso determinando, ad un certo punto, la movimentazione dell'ascensore verso il basso, verosimilmente per mano di un tecnico preposto. L'utente si accorgeva di scendere di piano in piano e, quando si rendeva conto che la marcia dell'ascensore si era arrestata, ne apriva le porte manualmente ritrovandosi al piano interrato, nei pressi dei locali della risonanza magnetica.
Con somma sorpresa, ad attenderlo non c'era nessuno. Ma lui, senza perdersi d'animo, riprendeva la strada verso la quale si sarebbe inizialmente diretto utilizzando le scale.
I guasti agli ascensori non sono una novità nelle strutture della Asl Bt, ed infatti per lungo tempo ne ha sofferto in maniera davvero grave l'ospedale di Andria. Ma quanto accaduto ieri a Trani appare un segnale preoccupante perché, nelle condizioni descritte dal malcapitato, se l'incidente fosse occorso ad un anziano o a chiunque si fosse lasciato prendere dal panico, le conseguenze sarebbero potute essere veramente imprevedibili.
